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Quando la banca ti da una mano … a chiudere

Chi si trova in difficoltà economiche sembra avere il destino già segnato, soprattutto se a ciò si aggiungono troppi debiti e mancanza di adeguate garanzie.

E’ la linea dettata da un’indicativa della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) che esplicitamente mette in guardia gli operatori del credito contro “il rischio di fare credito a soggetti troppo indebitati e senza adeguate” garanzie perché l’attuale situazione economica è molto simile a quella immediatamente precedente la crisi del 2008.

Ci si aspetta un imminente crack mondiale e le banche, la cui funzione è quella di elargire credito, in questa situazione sembrano disponibili a concederlo solo a soggetti particolarmente solvibili che in pratica non ne avrebbero bisogno mentre, per chi si trova in crisi di liquidità ma non offre le dovute garanzie, sembra già segnato il suo inesorabile destino.

Se esistono queste indicazione significa che la situazione di sofferenza è più diffusa di quanto sia dato percepire, ma tornando all’argomento, la peggiore cosa che possa accadere a chi è in difficoltà economiche è di trovare le porte del credito sbarrate perché questo rappresenterebbe una condanna definitiva; l’alternativa al credito istituzionale, per un’azienda decotta, potrebbe essere quella dell’illecito credito che organizzazioni mafiose concedono: nel migliore dei casi entrano soci di maggioranza che di fatto prelevano l’azienda, nel peggiore si può cadere nelle mani di usurai che in poco tempo si impossessano di tutto.

In questo modo a subentrare alle banche arriva la malavita che crea un mercato parallelo ed illecito del credito.

Perché un’azienda in difficoltà viene evitata dalle banche come fosse contagiosa quando qualche anno prima quelle stesse banche si presentavano in coda per offrire credito?

La funzione delle banche non dovrebbe essere quella di aiutare le aziende e non di condannarle?

Ma l’errore è a monte ed è quello di avere banche esclusivamente erogatrici di credito che da questo traggono profitti grazie al signoraggio e, spesso, all’ usura, mentre si potrebbero avere banche partner in affari con le aziende, fornendo a queste il controllo tecnico dell’andamento economico e traendo ulteriore vantaggio da questa cointeressenza.

Ma le banche aborriscono il rischio e secondo un antico ed eloquente adagio Ti offrono l’ombrello quando c’è il sole e se lo prendono quando piove.

Allora, quando la banca ti chiude il rubinetto meglio chiudere al più presto o tenere duro?

Anche questo si nasconde tra i risvolti del rischio d’impresa.

Daniele Quaglia

Liberamente tratto da http://www.affaritaliani.it/economia/mercati-sempre-piu-a-rischio-bolla-l-onda-che-allarma-le-borse-628144.html?refresh_ce

Una risposta a Quando la banca ti da una mano … a chiudere

  • giacomo tonon scrive:

    Mi’ GRAZIE anca alla banca, ho’ sera’ baraca e buratin parche’ i e’ lori i primi usurai
    oviamente legalizai qua’ in italia !!!
    E RICORDEVE che’ la’ andara’ sempre pedo.!!!!
    STEME BEN TOSI CIAO A PRESTO.

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