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Questo Stato pirata

Dall’olio di ricino alla lotta all’evasione fiscale

Nei 150 anni di storia di questo Stato camaleonte c’è un periodo noto per un eccessivo utilizzo dell’olio di ricino; allora si pensava che quello fosse il metodo giusto per ovviare alle criticità del sistema. Nella storia attuale stiamo vivendo l’interminabile periodo della lotta all’evasione fiscale; anche questa, concepita come metodo per ovviare alle criticità del sistema.

Del periodo dell’olio di ricino conosciamo l’infausta fine; di quello in corso, possiamo solo che prevederla, analoga.

Così, mentre altri Stati studiano misure di contenimento alla prossima crisi economica mondiale che si sta

avvicinando, l’Italia pensa a incrementare la lotta all’evasione fiscale su disposizione del Governo cadente.

Eh, già, in Italia non si scherza: qualunque governo possa prendere le redini del Paese, di qualunque colore esso sia … non può non esimersi in questa prova di forza, com’è in uso nel mondo animale, per imporre le gerarchie.

Il motto? Ora ci siamo noi e tutti pagheranno le tasse, nessuno escluso (sic!).

Ma chi pagherà le tasse saranno sempre i soliti cornuti.

In questo Paese nessuno vuole capire che:

  • il motore dell’economia sono le piccole e medie imprese;
  • creando ostacoli a queste si ostacola l’economia;
  • il modo di amministrare in periodi di vacche grasse non può essere lo stesso per amministrare in periodi di vacche magre;
  • se l’economia gira, lo Stato può pretendere di più dai contribuenti e quando questa ristagna anche lo Stato deve tirare la cinghia.

Perché?

La risposta è che si è voluto creare due classi separate di cittadini che in animo loro si sentono profondamente diverse; una intenta a produrre benessere e l’altra intenta a difendere lo Stato. Chi opera per lo Stato, politici inclusi, fa parte di un altro mondo, quello degli statali, un mondo dove tutto è garantito, quasi per magia, e la quotidianità è esente dalle umane terrestri preoccupazioni; un’ entità astratta, un posto idilliaco dove riporre tutti i sogni e le aspettative della vita. Sogni che potranno perpetuarsi solo se i primi continueranno a pagare tante tasse: da qui l’ideologizzazione della lotta all’evasione fiscale.

In altri Paesi europei, lo statale non è un privilegiato ma è un qualunque cittadino che ha scelto come lavoro il mettersi a disposizione degli altri; gli uni e gli altri sono complementari e formano lo Stato così da essere percepito come amico.

Lo Stato amico non ha mai usato l’olio di ricino; lo Stato amico non criminalizza la parte produttiva dei cittadini e non attua la lotta all’evasione fiscale, versione moderna dell’olio di ricino, per risolvere le criticità del sistema.

Non è l’evasione fiscale il male dell’Italia: lo sono la sua genesi e la sua natura.

Gli Stati amici valorizzano e gratificano chi lavora.

Gli Stati nemici fanno tutto il contrario.

Come fa l’Italia non solo Stato nemico ma anche pirata.

Daniele Quaglia

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