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Quote latte

Quote latte ed evasione fiscale: allarmanti similarità legano le due vicende che vedono capro espiatorio chi è sempre stato in regola mentre chi ha sempre abusato spera di continuare a farlo, ma a tutto c’è un limite!
La vicenda delle quote latte sta assumendo l’aspetto di una tragica farsa: verrà a galla tutta la verità o tutto finirà all’italiana con insabbiamenti,  l’omicidio di qualche inquirente che incauto ha calpestato i piedi al potere e con la definitiva espropriazione delle stalle ai legittimi proprietari?
Attualmente ci sono una quarantina di indagini aperte in tutta Italia e quella più avanzata, ordinata dalla procura di Roma sta facendo emergere una realtà sempre sospettata dai produttori di latte.
L’Agea (Agenzia per le erogazioni all’agricoltura, ente di Stato) avrebbe truccato i dati con numeri di fantasia criminale facendo produrre, sulla carta, latte anche a mucche di 999 mesi vale a dire 75 anni di età, quando la vita media di una mucca da latte è 8 anni!
La produzione dichiarata dall’Agea è sempre stata enormemente più alta di quella reale.
Nella realtà non sono mai state superate le quote assegnate dalla UE all’Italia ma, i dati falsi forniti dall’Agea hanno fatto scattare  pesantissime sanzioni che hanno condannato i produttori Veneti e Lombardi oltreché alla gogna mediatica, alla perdita del lavoro, della famiglia e delle stalle.
La colpa non era loro, ma di criminali che con la loro opera hanno favorito il mercato nero delle quote latte.
“Chi ha sforato deve pagare” è stato fino a pochi mesi fa il motto di chi si dichiarava orgogliosamente in regola, ma tutti erano in regola.
In questa vicenda non c’è un qualcuno che ha sbagliato!
C’è qualche criminale che ha imbrogliato giocando con la vita di onesti lavoratori e la sorte delle loro famiglie.
Chi ha conosciuto questa realtà e vissuto, anche indirettamente, i drammi che ne sono scaturiti non può avere pietà.
Per chi si è macchiato di una colpa si grave c’è un solo sistema per farlo  pagare: esproprio di tutti i suoi beni e pena di morte.
DQ

il giornale di vicenza

italia oggi 21_01_2012

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