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Regionali Veneto 2015: riflessioni in libertà

Libertà di non voto: così facendo, chi ha rimosso totalmente la fiducia nei politici accusandoli di eterne promesse sistematicamente inevase, attua la sua vendetta nei loro confronti che, di riflesso, si abbatte anche su chi,  non avendo simili colpe, viene impietosamente equiparato a tutti gli altri “in serka de na karèga”, pur presentandosi per la prima volta proponendo il tema dell’Indipendenza del Veneto, tema ampiamente condiviso dai Veneti.

Chi ha vinto le regionali 2015 in Veneto lo deve grazie ad una sorta di rendita che matura dal notevole capitale di voti accumulato negli anni, ma se l’affluenza al voto anche in questa tornata elettorale segna una ulteriore flessione del 10%, significa che questo capitale va via via scemando; mentre tutti i Partiti perdono consenso in termini assoluti, in modo indirettamente proporzionale aumenta il partito della Libertà di non voto, segno inequivocabile del dissenso.

Dopo i risultati certificati (!) del Plebiscito 2014, queste elezioni regionali potevano sembrare una marcia trionfante per coloro che hanno pensato di accettare la sfida elettorale veneta nel segno dell’indipendenza: vale a dire Busato e Morosin.

Ma non è stato così né per Busato, fautore del Plebiscito 2014, che non ha compreso il valore politico di quei 2.102.969 di Veneti favorevoli all’Indipendenza assimilandoli a patrimonio personale da spendere nella lista elettorale Veneto SI, né per Morosin lusingato dal notevole successo ottenuto in quest’ultimo anno facendo il pienone di pubblico in ogni luogo dove ha proposto il suo progetto indipendentista con la lista di Indipendenza Veneta.

Il primo, visti i presupposti che hanno inevitabilmente alimentato l’illusione di una cosa facile, non è riuscito a raccogliere in tempo utile le firme per la presentazione della lista Veneto SI rimanendo escluso dalla competizione elettorale per le Regionali; il secondo, varcato agilmente lo sbarramento delle firme, ha ottenuto un risultato mortificante per tutti coloro che nutrivano speranze in un nuovo grande contenitore politico per il sogno di un Veneto indipendente.

Non è andata meglio neppure al M5S che, firmando un patto d’intenti con Busato, si era garantito la convergenza dei voti di area Plebiscito.eu : la cosa sembra aver sortito iella nei confronti del M5S tanto che il risultato finale, in termini di consensi, è stato alquanto negativo rispetto alle europee del 2014.

Sorge allora legittimo il dubbio che nessuno dei 2.102.969 manifesti indipendentisti, abbia seguito le indicazioni di Busato o i consigli di voto di Morosin.

Da queste considerazioni si può ritenere che i Veneti, almeno quelli che hanno votato favorevolmente al Plebiscito 2014, siano persone profondamente libere, fiere di quel patrimonio di Libertà che si portano dentro come valore assoluto personale, non inclini nel seguire indicazioni politiche percepite come strumentalizzazioni.

Ragione, non unica, per cui hanno votato in massa a marzo 2014 per Plebiscito perché quell’evento che si è sviluppato al di fuori del controllo dei partiti e delle istituzioni italiane, è stato percepito come spontaneo ed ha costituito la prima massima espressione di libertà che i Veneti hanno assaporato dal lontano 1797.

E i Veneti sono pragmatici: proferiscono poche parole e propendono per i fatti concreti!

Con il Plebiscito 2014, i Veneti, rispondendo alle domande dei quesiti hanno espresso con semplici crocette, gravate di immane responsabilità politica, la loro voglia di LIBERTA’ delegando allora, il consiglio dei 10 ai quali vanno aggiunti gli 86 Parlamentari eletti nelle elezioni di marzo 2015, per farsi carico di attuare l’ INDIPENDENZA della Repubblica Veneta.

Questa è la volontà della maggioranza dei Veneti espressa nel Plebiscito 2014, quasi il 90% di quel 63,23% degli aventi diritto al voto, vale a dire 2.102.969 di Veneti si aspettano che gli organi da loro eletti agiscano, facciano, concretizzino il loro mandato mentre tutto quello che esce da questo solco è giustamente percepito come, trito e ritrito, gioco di potere.

Di conseguenza respingono le proposte di VenetoSi e di Indipendenza Veneta e giustamente si riprendono la LIBERTA’ di votare chi meglio credono oppure la LIBERTA’ di non voto a difesa della loro espressa volontà.

Ora resta solo che esercitare il Diritto di Autodeterminazione del Popolo Veneto nella neonata Repubblica Veneta, nient’altro vale!

Daniele Quaglia

2 risposte a Regionali Veneto 2015: riflessioni in libertà

  • Ferruccio scrive:

    Come intendete organizzarvi dato che i risultati hanno dato a Zaia un consenso non indifferente, presumibilmente la Lega avrà i suoi vantaggi, anche se a mio parere sfrutta la situazione di malessere e sopratutto l’astensionismo che è quasi al 50% e il possibile abbraccio con Forza Italia.,più che mai disponibile,ricordiamoci Bossi in canottiera,il denaro non ha odore, si suol dire.
    Dovremo trovare una strategia adeguata per puntare ad un vero federalismo, una Concentrazione Nordista Federalista.
    Ferruccio Bracci.

    • daniele scrive:

      LIFE Treviso ha sempre rivolto le sue attenzioni al diritto di Autodeterminazione del Popolo Vento istituendo l’APV, Autogoverno del Popolo Veneto confluito di fatto nelle Istituzioni della Repubblica Veneta/Plebiscito.eu . Padovan e Chiavegato hanno aderito a Indipendenza Veneta a titolo personale mentre LIFE Treviso ho proposto i suoi candidati nelle elezioni del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta in via ufficiale. 3 uomini LIFE TV sono nel Parlamento prov. Veneto e qui, al di fuori degli schemi dettati dalla Repubblica taljana, daranno il loro contributo per l’imposizione di una Repubblica Veneta, indipendente, sovrana e federale

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