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Repubblica Veneta, seduta del Parlamento 11/12/2015

Seduta pre natalizia del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta nel corso della quale, il Presidente Busato, ha presentato al gran completo il suo Governo.

Non c’erano altre comunicazioni inerenti future iniziative.

Il gruppo LIFE ha presentato due interpellanze redatte sia in lingua madre veneta, sia in italiano. Con la prima si chiede al Governo Veneto a che punto sia la notifica, che lo stesso Governo si era preso carico nell’ultima seduta del Parlamento, da recapitare all’ordine notarile italiano con la quale si rende noto che tutti i beni immobili sul territorio veneto appartenenti a cittadini veneti, sono soggetti al vincolo di tutela della Repubblica Veneta, quindi impignorabili da qualsiasi ente dell’Amministrazione dello Stato italiano;

Con la seconda interpellanza, si fa riferimento all’intenzione di inviare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo e si chiede al Governo della Repubblica Veneta, se non ritenga utile prendere visione del ricorso presentato alla stessa Corte di Strasbrugo il 2 giugno 2008 da LIFE Treviso,vertente sul diritto di Autodeterminazione del Popolo Veneto, respinto nel 2013 con motivazioni alquanto dubbie, il tutto al solo scopo di evitare di ricadere in banali errori.

Per il primo quesito, il Presidente Busato si è impegnato a inviare a LIFE Treviso risposta scritta mentre per il secondo quesito, ha risposto seduta stante affermando di voler prendere visione del ricorso di LIFE Treviso presentato a Strasburgo il 2 giugno 2008.

Nel corso delle varie ed eventuali il Deputato Fontana, presentando l’iniziativa per un’anagrafe veneta è incorso nella definizione di Popolo elencandone i requisiti, tra i quali è immancabile la lingua.

Il sottoscritto ha allora fatto notare che la lingua è la prima leva che viene utilizzata dagli Stati colonialisti per sradicare l’identità di un Popolo. E’ stato fatto così dalla Francia, dalla Spagna, dall’Inghilterra per colonizzare il mondo ed è stato fatto così, dall’Italia in Veneto, per colonizzarlo.

Imporre ad un popolo una lingua che non è la sua e indurre i cittadini a sentirsi esseri inferiori quando parlano la loro originale lingua che viene declassata a dialetto è l’asse portante della colonizzazione. Il processo inverso alla colonizzazione è la decolonizzazione che inizia riappropriandosi della lingua madre, in questo caso il veneto. E’ per questo motivo che nelle riunioni del Parlamento si deve parlare Veneto e non italiano, ché il processo di decolonizzazione abbia inizio in questa aula. (Quaglia)

All’accusa di un altro Parlamentare di calma piatta sul fronte delle proposte in seno al Parlamento, il sottoscritto ha fatto notare di aver individuato almeno 17 trattati internazionali che un’entità politica che abbia la presunzione di proporsi come Stato come le Istituzioni della Repubblica Veneta ed entrare a far parte della comunità internazionale degli Stati, deve assolutamente ratificare con leggi proprie. Il tutto viene proposto da qualche mese alla Commissione Affari Esteri dove giace senza riscontro.

Daniele Quaglia

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gimpiero dec
gimpiero dec
5 anni fa

Avanti tutta esercitarelindipendenza e’ un nostro diritto.

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