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Ripresa economica: Grazie Monti?

Da un anno i professori stanno mettendo a disposizione per la salvezza del Paese tutta la  loro sapienza  e adottando tutti i più moderni teoremi di scienza economica.

I risultati sarebbero lusinghieri solo se …. i segni aritmetici del + (più) e del  – (meno) fossero inversi rispetto alla realtà tracciata da EUROSTAT.

E inesorabilmente  aumentano con segno + (più) i valori  delle voci che dovrebbero  diminuire e diminuiscono con segno – (meno) quelli che dovrebbero aumentare: tutto l’opposto di quello che dovrebbe essere la realtà  per vedere la luce dopo il tunnel.

Invece è buio pesto.

Forse è una semplice svista di cotanto sapienti professori ma se qualcuno non dice a Monti e al suo sponsor Napolitano che i segni + (più) e – (meno) hanno un valore contrapposto, probabilmente,  mai si accorgeranno che siamo in buia recessione anziché in luminosa  crescita.

Qualcuno avverta quei due o li aiuti a comprendere i valori del + e del – delle cifre sotto riportate perché capiscano che i numeri riportati sono si reali ma opposti alla direzione di una ripresa economica.

In un anno di Governo dei Professori:

 

Sono aumentati con segno + (più)

– La disoccupazione di + 2,7% dall’8,1% al 10,7%

– L’inflazione  di +1,5% dal 2,1% al 3,6%

– La disoccupazione giovanile a + 35,5%

– Il debito pubblico da + 120% a + 123,3%

 

 

Sono diminuiti con segno – (meno)

– il PIL – 2,1%

– La produzione industriale – 3,7%

 

E che Dio ci aiuti!

Daniele Quaglia

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Roberto Porcù
Roberto Porcù
8 anni fa

Siamo un popolo di speranze.
Pensa un po’, talvolta mio padre giocava la schedina e sperava di fare 13 e mia madre provava invano il Lotto.
Poi all’epifania c’era il sorteggio del grande premio della Lotteria Italia ed in tutte le famiglie controllavano il loro biglietto.
Oggi speriamo nel Gratta e Vinci, nel Superenalotto, e prova un po’ tu a contare quante occasioni di speranza ci siano offerte.
I nostri governanti avranno molti difetti, ma ci danno tante di quelle occasioni di sperare che dovremmo esserne felici.
Non capisco perché ci sia chi le chiama “tasse indolore”.