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Rottamazione, un mezzo flop

I toni trionfalistici del governo sui risultati delle prime due rottamazioni si infrangono sull’impietosa realtà dei numeri che la Corte dei Conti ha reso pubblici a riguardo della definizione agevolata che avrebbe dovuto permettere l’incasso di ben 21,8 miliardi di euro.
Circa una metà di quanti hanno aderito all’iniziativa non hanno dato seguito al pagamento delle somme definite e dei 21,8 mld che lo Stato avrebbe dovuto incassare ne mancano più della metà, mancano 11,4 mld.
Le ragioni sono da ricercare nella scelta di molti che, per temporeggiare nelle procedure esecutive, hanno aderito alla “rottamazione” solo a questo scopo non avendo alcuna possibilità economica nell’onorare il debito; altri, usufruendo di sole 5 rate dilazionate, potrebbero non essere stati in grado di far fronte a questo ulteriore carico economico rivelatosi eccessivo.
Per tutti questi si sono riaperte le porte della rottamazione aderendo alla ter ed eventualmente alla prossima quater: resta da verificare fino a che punto la dilazione delle rate fino a 5 anni, possa incentivare il pagamento di questi soggetti a corto di liquidità.
Però non è da escludere tra le cause di questo flop, la possibilità di ricorrere contro le cartelle esattoriali più vecchie di 5 anni che secondo una recente sentenza della Cassazione sarebbero prescritte. (vedi https://www.life.it/1/cartelle-con-piu-di-5-anni-addio/ ).
A questo punto LIFE torna alla carica proponendo un condono tombale pagando il 10% delle somme lorde messe a ruolo. (vedi https://www.life.it/1/pace-fiscale-saldo-e-stralcio-al-10/ )

E il Governo, a corto di soldi, potrebbe fare un ottimo affare.

Daniele Quaglia

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