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San Marco: 25 aprile 2013

Il 25 aprile  dell’anno 828 dopo Cristo le spoglie dell’Evangelista Marco, San Marco, ritornavano nella terra in cui, naufragato attorno al 50 dopo Cristo ebbe una visione in sogno: un angelo con le sembianze di  leone alato che così lo salutò “Pax tibi Marce , evangelista meus, hic requiescet corpus tuum”.

Pace a te Marco, evangelista mio. In questo luogo riposerà il tuo corpo.

Non solo un saluto ma una profezia che si avvererà proprio nell’828 ad opera di Rustico da Torcello e Buono da Malamocco che trafugarono la salma di Marco dall’Egitto.

La salma giunta a Venezia sarà accolta dai sei Vescovi capitanati dal Patriarca di Grado e dal Doge per essere  posta nella chiesa dove sorgerà poi la Basilica di San Marco.

San Marco non è solo patrono di Venezia ma è diventato patrono di tutti i Veneti, del Popolo Veneto e non da ora ma da quel lontano 828.

Gli italiani che occupano il territorio dei Veneti dal 1866, hanno pensato bene di imporre il 25 aprile come anniversario della “Liberazione” accavallando una festa pretestuosa, non avendo tale data nessun nesso storico e logico con la fine della seconda guerra mondiale,  ad una millenaria ricorrenza sacra a tutto il Popolo Veneto.

Cancellare la Storia e le tradizioni di un popolo è parte del progetto di Colonizzazione  e di sottomissione di questo Popolo.

I Veneti, popolo mite ma giusto, non possono accettare questa insana imposizione ed hanno l’obbligo morale verso gli antichi padri, maestri nell’arte del Buongoverno, della Democrazia e della Giustizia, di opporsi a qualsiasi divieto di festeggiare in piazza San Marco con le loro bandiere, le bandiere di San Marco, il 25 aprile.

Da diversi anni LIFE rivendica il diritto dei Veneti a Festeggiare il 25 aprile come loro festa, festa di San Marco e già il 25 aprile 2012  http://www.life.it/venezia-san-marco-festa-e-piazza-sono-nostri/   LIFE ed Autogoverno del Popolo Veneto con altri patrioti Veneti erano lì a Venezia  a sfidare pacificamente il veto degli okkupanti kolonizzatori.

Ci saremo anche quest’anno, pacificamente, ma fermamente intenzionati ad esercitare il Diritto del  Popolo Veneto alle sue Tradizioni, alla sua Storia ed alla sua Cultura.

Daniele Quaglia

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