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Schiavi ancora per poco

Non è un caso che Giuseppe Mazzini, dopo le cocenti  sconfitte dei Savoia a Custoza e a Lissa subìte per mano delle forze Austro-Venete nelle quali militavano 60.000 veneti  e che nonostante tali  sconfitte i Savoia  si trovassero al tavolo dei vincitori  nelle condizioni di trattare l’annessione dei territori delle Venezie  grazie ai Prussiani ,  vincitori sull’Austria, ebbe a dire con  un suo articolo pubblicato su “Il Dovere” del 24 agosto 1866: “E’ possibile che l’italia accetti di essere additata in Europa come la sola nazione che non sappia combattere, la sola nazione che non possa ricevere il suo se non per beneficio d’armi straniere e concessioni umilianti dell’usurpatore nemico?”.

Come non è un segreto che i Savoia fossero lo Stato più indebitato d’Europa e solo per risolvere i problemi del debito si siano tuffati, con l’appoggio di Francia ed Inghilterra, sue creditrici,  nell’avventura denominata “dei mille” al solo scopo di depredare i  territori ricchi del meridione per far fronte ai debiti. Uno Stato nato all’insegna dell’imbroglio, della corruzione, della violenza,  delle stragi e della depredazione.

Uno Stato guerrafondaio con indole colonialista che ha contribuito ad innescare le due guerre mondiali al fianco di alleati che prima della fine delle due guerre passeranno per nemici.

Uno Stato che si trasforma da Regno a Repubblica senza interpellare gran parte dei cittadini, uno Stato che fa della Costituzione un affare per pochi intimi e che continua a decidere scelte strategiche come l’appartenenza alla UE o la scelta dell’euro ignorando il diritto del Popolo a decidere.

Uno Stato che emette norme a josa ma è il primo a non rispettarle, uno Stato che per stare al passo con gli altri Stati, ratifica tutti i più importanti trattati internazionali e, come consuetudine, li ignora.

Uno Stato liberticida e violento mascherato dalla “costituzione più bella del mondo”, tale solo per gli addetti.

Uno Stato che ha annesso il Veneto tramite un plebiscito, deciso, organizzato, svolto e terminato in soli 4 giorni, impresa che nemmeno i più sanguinari dittatori comunisti, fascisti e nazisti sono mai stati in grado di ripetere.

A monte c’è quindi un’annessione del Veneto fasulla e truffaldina.

Poi, nel 1977 l’Italia ratifica i patti internazionali sui diritti civili e politici dei cittadini attraverso i quali si impegna  a promuovere e garantire il diritto di autodeterminazione dei Popoli. Con lo stesso patto si impegna a non interferire nel processo di autodeterminazione dei Popoli.

Tali patti prevedono anche il diritto di Resistenza e di richiesta di aiuto alla comunità internazionale per quei  Popoli che si vedono negare il diritto di autodeterminazione da parte di Stati contraenti il trattato.

Poi ancora, nel 2010, il ministro della semplificazione Calderoli, consapevolmente o inconsapevolmente, ha proposto e le camere hanno votato, l’abrogazione del regio decreto 3300 del 1866 e relativa legge di conversione: allo stato attuale nell’ordinamento giuridico italiano non esiste una norma che ratifichi l’annessione  del Veneto e, per diritto, il Veneto si trova giuridicamente nella situazione immediatamente precedente il Plebiscito del 1866, libero di esprimere la sua volontà di annessione o meno all’Italia.

Tra il 16 ed il 21 marzo 2014 i Veneti organizzano un plebiscito a cui partecipa il 63,23% degli aventi diritto e l’89% di questi vuole un Veneto Repubblica Federale, indipendente e sovrana.

Ma lo Stato italiano, occupante illegittimo dal 1866, recidivo dal 2010, esautorato definitivamente dal Popolo Veneto il 21 marzo 2014, non tradisce il suo DNA criminale ignorando prima il plebiscito, denigrandone poi i risultati e per ultimo passando alle vie di fatto arrestando Veneti che stavano organizzando, con il consenso del diritto internazionale, una resistenza pur simbolica.

I violenti conoscono un’unica legge: quella della forza.

Possiamo noi veneti contrastare con le armi da fuoco i guerrafondai italioti?

E’ molto difficile e pochi di noi  hanno voglia di sacrificare la loro vita, anche se tanti non escluderebbero paradossalmente la lotta armata purché  senza spargimento di sangue. (!)

Abbiamo un potere enorme: il frutto del nostro lavoro cioè i soldi che guadagniamo.

E con questo potere abbiamo l’opportunità di scatenare una guerra  economica: i nostri soldi contro i loro carri armati che, senza carburante, diventano tanti innocui tanko.

A meno che la comunità internazionale abbia finalmente un guizzo di dignità e intervenga per evitare una inutile e pericolosa controversia nel cuore dell’Europa, tanto per ristabilire un Diritto che esiste da tempo ma che il Popolo Veneto si porta dalle origini.

Daniele Quaglia

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Giorgio Tonon
Giorgio Tonon
6 anni fa

Tutto giusto,dobbiamo pero’ far sapere la storia vera del Veneto e dei Veneti. Troppi non conoscono la verità informiamoli!!

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