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Se la cartella esattoriale è prescritta

Succede sempre che, debiti esattoriali teoricamente prescritti da tempo, vengano riesumati dall’esattoria, Agenzia delle Entrate-Riscossione od altri, e rimessi in circolazione con le vesti di nuove cartelle esattoriali.

Questo succede quando il debitore, confidando nel buon senso, da per scontato che un debito fiscale o tributario prescritto venga cancellato automaticamente.

Il buon senso del padre di famiglia, spesso richiamato nelle norme del codice civile, non trova riscontro tra le norme tributarie che in questo senso hanno ben poco di civile.

Così, in barba al buon senso, il debitore è costretto ad assoldare un professionista per portare la questione davanti al giudice tributario, ma anche qui si nasconde un tranello; quello dei termini di impugnazione.

Esempio: 9 anni fa è stata emessa una cartella esattoriale per contributi INPS personali non versati.

E’ assodato che i contributi INPS sono soggetti alla prescrizione quinquennale ma, nel caso specifico, non è mai stata fatta valere. Quelli della Riscossione si accorgono che quel debito non è mai stato pagato e, facendo gli gnorri, emettono una nuova cartella anche se il debito si è prescritto quattro anni prima.

Secondo il buon senso del padre di famiglia, quella nuova cartella emessa dovrebbe valere zero e il debitore non si preoccupa più di tanto lasciando trascorrere i 60 giorni previsti per fare ricorso ritenendo un’ assurdità assoluta dover pagare un professionista per impugnare un atto illegittimo per farne dichiarare l’illegittimità.

Purtroppo questa è l’Italia e finché non avviene questo riconoscimento di illegittimità della cartella esattoriale, il debito continua ad esistere.

Si potrebbe a questo punto presentare un’istanza in autotutela all’INPS, Ente impositore, per la cancellazione del debito prescritto; ma non è detto che l’INPS sia tanto solerte e potrebbe anche non rispondere.

Rimangono allora due strade percorribili:

1. impugnare l’estratto di ruolo per chiedere la cancellazione di quel debito prescritto;

2. aspettare la successiva mossa dell’Esattore (un’ingiunzione di pagamento o pignoramento) per opporsi nei termini previsti.

L’italica beffa è che un atto illegittimo possa produrre effetti dei quali, il più odioso è l’obbligo di assoldare un professionista.

Daniele Quaglia

Per approfondire https://www.laleggepertutti.it/253460_cartella-prescritta-come-cancellare-il-debito

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