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Se salta l’INPS, salta lo Stato

Il sistema pensionistico è vicino all’implosione, non solo per tutte le questioni che di continuo vengono sollevate come questa (*) ma soprattutto a causa del sistema a ripartizione che è stato introdotto per la prima volta dal Cancelliere tedesco Otto von Bismarck verso la metà dell’800.

La prerogativa di tale sistema è raccogliere i contributi dei lavoratori attivi e farne ripartizione fra tutti i pensionati ma, mentre a quel tempo, il rapporto pensionato/lavoratori era di 1:7 oggi è quasi di parità, 1:1, ma se consideriamo che la massa dei contributi versati non riesce a coprire le pensioni erogate, la capacità contributiva di ogni lavoratore è inferiore alle esigenze di ripartizione ai pensionati, per cui lo Stato interviene con i BOT e il debito aumenta.

Mentre i pensionati vivono sempre più a lungo, le nascite diminuiscono sempre di più, col risultato che aumenterà costantemente il numero dei pensionati e progressivamente diminuirà il numero dei lavoratori attivi sui quali  peserà un carico contributivo, senza tener conto della normale tassazione, destinato a superare la paga netta.

La soluzione, se esiste, viene sempre spostata più in là perché nessun politico ha il coraggio di inimicarsi milioni di pensionati con provvedimenti restrittivi; qualcuno palesa l’accoglienza degli immigrati clandestini per sopperire alla scarsità di nascite e avere un maggior numero di lavoratori per equilibrare il sistema a ripartizione, ma non tiene conto dell’attuale offerta di lavoro che non copre le esigenze di una massa enorme di disoccupati.

Le soluzioni?

  1. Eliminare una gran parte di pensionati con un virus ad hoc, iniettato tramite “vaccinazione” obbligatoria;
  2. Accogliere milioni di immigrati sperando di trovar loro un lavoro da svolgere;
  3. Ripristinare la Sovranità monetaria e stampare a manetta;
  4. Una qualche altra diavoleria.

Ma una cosa è certa: se la situazione non muterà, più presto che tardi, i lavoratori attivi si stancheranno di fare gli schiavi e allora tutti ci rimetteranno, per primi i politici incapaci.

(*) http://www.affaritaliani.it/economia/dal-2008-al-2018-l-italia-ha-perso-oltre-2-miliardi-di-ore-lavorate-650644.html?refresh_ce

Daniele Quaglia

2 risposte a Se salta l’INPS, salta lo Stato

  • Giorgio scrive:

    Smettere di pagare le pensioni non coperte da contributi? Non credo che numericamente sarebbero così tanti da fare una rivoluzione,la maggior parte aono dei privilegiati che o hanno fatto finta di lavorare per meno di 20 anni o sono statali e politici che non hanno mai versato l’effettivo dovuto

    • daniele scrive:

      Col sistema a ripartizione non esistono pensioni coperte da contributi perché questi sono sistematicamente divorati per pagare le pensioni correnti, non quelle future. Tuo figlio(a) che oggi lavora e paga i contributi non sa che questi servono a pagare la tua pensione e per la loro, la copertura contributiva è puramente teorica

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