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SOS Riviera del Brenta – Sopralluogo tra le macerie

Servono computer, telefoni, prefabbricati d’occasione, vetture, furgoni …. o donazioni in denaro che chiunque può effettuare c/o LIFE Veneto – Banca Prealpi-  Susegana – IBAN IT 77 I 0890462120012000002237 con causale “SOTTOSCRIZIONE PRO RIVIERA DEL BRENTA” .

Abbiamo visitato i luoghi del Tornado per individuare eventuali piccoli imprenditori in condizioni di disagio dopo la catastrofe.

Alle 8 del mattino di ieri 22 luglio siamo partiti dalle sede di LIFE Treviso in direzione Mira, comune che ci è risultato il più colpito e siamo indirizzati d’istinto nella zona della Villa Fini, rasa al suolo, però dall’altra parte del canale, come viene chiamato da queste parti, il naviglio del Brenta.

Abbiamo visto un capannone privo di copertura e ci siamo fermati a chiedere informazioni.

E’ permesso? Buongiorno, siamo due militanti del Sindacato LIFE incaricati di individuare attività artigiane che abbiano subìto gravi danni, perché è nostra intenzione offrire un aiuto economico con denaro raccolto tra i nostri associati e simpatizzanti.

In tale modo ci siamo rivolti a due persone che, in un capannone privo del tetto e completamente disadorno, stavano coprendo con del nylon alcuni macchinari risparmiati dalla furia del vortice per metterli al sicuro da eventuali piogge. 001004006

Antonio Stocco ci ha spiegato che quello era il suo mobilificio artigianale praticamente distrutto, solo le macchine si erano salvate, che comunque erano felici di essere ancora tutti vivi ma che noi avremmo potuto offrire il nostro aiuto ad una famiglia, poco distante che ha perso casa e capannone; sicuramente più bisognosa di lui.

Un saluto, un ringraziamento, un augurio di buona fortuna e ci siamo spostati 100 metri più in là.

Davanti ad una casa priva del tetto vi erano raccolti, incidentati, un camioncino, un furgone e tre-quattro vetture come si trattasse di un campo di recupero.

Prima di noi era arrivato un furgone della protezione civile ad offrire generi di prima necessità che sembravano superflui ad Alberto Gallo un giovane sui 30 anni che a petto nudo si aggirava intento a riordinare le cose, tra i resti di quelle che era la sua casa e sede dell’attività di lattoneria.

Lui e suo zio stavano filettando dei tubi idraulici che avrebbero consentito l’allacciamento all’acquedotto per avere finalmente acqua corrente dopo una settimana.

Ci siamo presentati, abbiamo spiegato le nostre intenzioni e loro ci hanno mostrato la loro casa.009011014015016017018020026

Scala esterna a semi chiocciola, pericolante, con una robusta ringhiera in ferro battuto da 1cm di spessore, attorcigliata come fosse stata filo elettrico da gettare.

Ci hanno spiegato che i mezzi accatastati davanti alla casa sono stati li riportati dopo che la furia devastatrice li aveva sollevati come foglie e scagliati contro la casa.

Questa è completamente priva del tetto di cui non rimane traccia; una parete esterna, tutti gli infissi, mobili, suppellettili e qualsiasi altro oggetto, spariti nel nulla.

Al centro di una parete perimetrale c’è un foro, sembra il foro di entrata di un proiettile di cannone da 120 mm ma è il foro di una putrella di ferro sparata dal vento ed entrata nella stanza attraverso il muro.

Sulle pareti interne sono visibili gli schizzi di sangue di tre dei cinque componenti la famiglia rimasti feriti; gli altri due usciranno miracolosamente illesi.

Del capannone esterno rimangono le tracce, si è salvata solo la piegatrice già pronta a funzionare seppure allo scoperto.

Ieri hanno pagato i contributi INPS dell’unico dipendente che lavora assieme ai tre fratelli, soci.

Avrebbero bisogno di tutto: computer, telefono, auto, furgone, un prefabbricato d’occasione, anche di qualche soldo ma conoscono un amico che forse ha più necessità di loro…..!

Ad un chilometro di distanza troviamo Luciano Gottardo quasi ottantenne, intento con due volontari ad approntare una baracca in lamiera, usata per le feste dell’Unità e offerta dalla locale sezione del PD, nello stesso posto in cui sorgeva un prefabbricato di 200 mq adibito a mostra permanente di pavimentazioni in ceramica. 027028029031

Luciano era addetto a raccogliere gli ordini dei privati clienti nella sua esposizione mentre i due figli si occupavano dei lavori di messa in posa.

Anche la sua casa è stata scoperchiata e strappata degli infissi ora è inagibile e provvisoriamente coperta da un telo.

Pure la sua auto è stata distrutta.

Anche loro avrebbero bisogno di tutto e quando accenniamo ai 2 miliardi stanziati fino ad ora dalle “autorità” (!) Luciano con una smorfia in viso conclude: “E’ ridicolo se pensiamo che solo noi abbiamo subìto un danno di 600.000 euro!”

Qui ci siamo fermati perché se avessimo chiesto a Luciano se era a conoscenza di qualche artigiano nelle sue condizioni avrebbe certamente risposto che un qualche suo amico avrebbe avuto più bisogno di lui.

Questi sono i Veneti, umili, solidali, laboriosi, positivi, con tanta voglia di vincere le sfide più difficili ma mansueti, troppo mansueti!

Per questo sono sistematicamente bistrattati, derisi, sfruttati e abbandonati perché in fin dei conti … si sanno arrangiare.

Daniele Quaglia

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