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Spara al direttore della banca

Luciano Franceschi è uno di noi, è stato un socio LIFE ed è stato fondatore con Segato, dell’Autogoverno del Popolo Veneto e Presidente del Parlamento Veneto fino al 2009.

E’ un uomo pacifico, ma quando l’esasperazione arriva a livelli di insopportabilità la reazione dell’individuo può essere irrazionale e  incontrollabile così come quella delle masse.

Luciano Franceschi, prima di tutto padre di famiglia colpito qualche anno fa da un gravissimo lutto per la perdita della moglie, napoletana che condivideva le sue battaglie politiche, da oltre 15 anni impegnato nella lotta per l’Autodeterminazione del Popolo Veneto intrapresa con Bepin Segato nella formazione delle Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto delle quali è stato Presidente del Parlamento fino al 2009.

E’ stato un acerrimo  fautore del diritto di Autodeterminazione del Popolo Veneto  che lo ha portato alla protesta fiscale contro lo Stato italiano il quale, tramite l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia, da tempo lo stavano esasperando per incassare quello che per Franceschi è un’illecita imposizione: una rapina da parte di predoni istituzionalizzati e non riconosciuti.

E’ stato costretto  a cedere i suoi beni per far fronte agli illegittimi balzelli di uno Stato okkupante, colonialista e razzista che non ha mai avuto una legittimazione morale della sua okkupazione del territorio Veneto.

Zaia parla a sproposito  di disperazione perché, dal suo privilegiato punto di osservazione non è a conoscenza di questi fatti e parla come l’oracolo ufficiale  delle istituzioni italiane: non è disperazione ma esasperazione

Luciano Franceschi è vittima di questo Stato canaglia,  com’è altrettanto vittima il direttore generale del credito cooperativo di Campodarsego, Pier Luigi Gambarotto, semplice portavoce di decisioni dettate da un protocollo imposto dall’alto che non prevede spazio a sentimenti e a solidarietà.

Luciano  ha sparato un colpo di pistola a colui che in quel momento non appariva ai suoi occhi un fratello veneto, ma   il rappresentante di un sistema oppressivo, tutelato da istituzioni nemiche, quelle italiche.

Due veneti, uno contro l’altro, su due fronti diversi ognuno dei quali a scontrarsi contro l’altro, per ragioni opposte.

Sembra un episodio della prima guerra mondiale quando fratelli veneti, che gli eventi di una storia infame hanno armato chi da una parte chi dall’altra delle trincee, per spararsi in nome di due patrie, quella austriaca e quella italiana, che non sarebbero  mai diventate la loro patria.

Questo conflitto fratricida è destinato ad allargarsi e ad aggravarsi fino a che una parte di Veneti, vittime di quel senso di sottomissione che li induce a credersi italiani,  non avrà rimosso il  vuoto di identità per ridiventare a tutti gli effetti Popolo Veneto.

Alle due vittime di questa vicenda, destinata inevitabilmente ad assumere risvolti politici, a Luciano, vittima di un sistema che mira alla eliminazione della cultura veneta va tutta la nostra solidarietà così come a Pier Luigi, doppiamente vittima ed a cui rivolgiamo i nostri auguri per una pronta guarigione.

Esprimiamo la nostra solidarietà pure alle due famiglie così pesantemente provate.

Daniele Quaglia Presidente del Parlamento delle Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto

3 risposte a Spara al direttore della banca

  • Pirolo lo Scapormo scrive:

    Siete fuori di testa! Chi scrive queste cose è un assassino che arma le mani di gente destabilizzate mentalmente, pe qualsiasi motivo.
    Non ha visto un fratello veneto ma un rappresentante di uno stato occupante? Ma che stronzate scrivete? Ma cosa volete giustificare, un tentato omicidio in nome di un qualcosa di inesistente e basato su odio e razzismo contro tutto ciò che non è veneto?

  • daniele scrive:

    Non sappiamo ancora come realmente si sono svolti i fatti. I giornali ne raccontano di cotte e di crude inducendo la gente, compreso il sottoscritto, a valutazioni devianti. Conosco personalmente Franceschi e lo ritengo assolutamente incapace, in condizioni normali di intendere e di volere, di sparare intenzionalmente ad una persona e per di più a sangue freddo.
    Per questo motivo credo che i fatti si siano svolti in maniera diversa da quanto riportato inizialmente dagli organi di stampa

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