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Stato italiano vs Po£isia Veneta: chi è fuori legge?

Leggendo la cronaca odierna de “La Tribuna di Treviso” vengo a scoprire che il mio nome non figura nell’elenco degli indipendentisti veneti che saranno processati per la Po£isia Veneta.

Ho chiesto lumi al mio avvocato che mi ha confermato il mio nome tra quelli che andranno a giudizio: mi sembrava strano che non fosse così perché io sono stato il promotore della Po£isia Veneta intesa come organo legittimo delle istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto (APV) .

L’ APV, Autogoverno del Popolo Veneto non ha voluto sfidare lo Stato Italiano sul terreno della forza, ci mancherebbe che tre pseudo po£isioti costituissero una minaccia alla Repubblica italiana, ma sul terreno del Diritto internazionale.

Nessuno può vietare ad un Popo£o di autodeterminarsi e ciò in base a norme internazionali che lo Stato Italiano ha ratificato con la Legge 881/77 facendo proprio il “PATTO INTERNAZIONALE RELATIVO AI DIRITTI CIVILI E POLITICI” adottato a New York il 19/12/1966

Lo Stato italiano ne ha accettato senza riserve il combinato disposto compreso l’articolo 1 PARTE PRIMA che stabilisce quanto segue:

1. Tutti i Popoli hanno diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.

2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale. In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza.

3. Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell’amministrazione di territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite.

Oltre a ciò, anche la Risoluzione 2625 del 24/10/1970 dell’Assemblea Generale dell’ONU è vincolante per l’Italia compreso il principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli che sancisce:

In virtù dei principi dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, inseriti nella Carta delle Nazioni Unite, ogni popolo ha diritto di determinare liberamente, senza interferenze esterne, il proprio status politico, e di perseguire il proprio sviluppo economico, sociale e culturale. Ogni Stato ha il dovere di rispettare questi diritti in ottemperanza delle disposizioni della Carta.

Ogni Stato ha il dovere di promuovere azioni individuali o separate al fine di realizzare il principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, in ottemperanza delle disposizioni della Carta, e di assistere l’O.N.U. nello svolgimento dei compiti che le sono stati affidati dalla Carta per mettere in atto questi principi (….).

L’istituzione di uno stato indipendente e sovrano, la libera associazione o l’integrazione in uno stato indipendente, o il costituirsi di qualunque istituzione politica liberamente decisa da un popolo, costituiscono altrettanti modi di attuare il principio di autodeterminazione da parte di quel popolo.

Gli Stati devono astenersi dall’esercitare azioni di forza volte a privare i popoli cui questa dichiarazione si riferisce, del loro diritto alla libertà, all’indipendenza e all’autodeterminazione. Nella resistenza che tali popoli opporranno a tali azioni per difendere il loro diritto all’autodeterminazione, essi avranno diritto di chiedere ed ottenere aiuto dalla comunità internazionale in accordo con i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite.

L’APV e LIFE Treviso a fine 2008 hanno comunicato a tutte le autorità italiane e a quelle internazionali lo svolgimento di libere elezioni del Popo£o Veneto che avrebbero dato vita ad un Parlamento e ad un Governo come espressione diretta della volontà di autodeterminazione dello stesso.

Con i pochi mezzi a disposizione e nell’assoluto ostracismo delle istituzioni italiane, e di tutti gli organi di informazione, le elezioni si sono democraticamente svolte il 25 gennaio 2009 dando immediatamente vita a Parlamento e Governo Veneto.

In altre occasioni, LIFE aveva denunciato alla procura di Treviso (Fojadelli) la violazione sistematica da parte di tutti i funzionari dello Stato italiano dei trattati su menzionati, denunce sempre colpevolmente ignorate.

La Po£isia Veneta ha voluto fare emergere la criminale inadempienza dei trattati internazionali da parte dello Stato italiano a danno del Popolo Veneto.

Sulla base delle seguenti argomentazioni:

– l’esito del Plebiscito del 16-21 marzo 2014;

– il Decreto Legislativo 212 del 13 dicembre 2010;

– gli artt. 2 e 10 della Costituzione italiana;

– l’art. 2 Legge 340/71;

– Legge 881/77;

– artt. 3,3 C.P.;

– risoluzione 43 Consiglio Regionale del Veneto;

– sentenza 365 del 7/11/2007;

– Legge 289/86;

– sentenza 456 del 20/02/08 del Tribunale di Venezia,

è già stato notificato il difetto assoluto di giurisdizione dell’Amministrazione dello dello Stato italiano sul legittimo territorio del Popolo Veneto a tutti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia del Veneto, alla Questura ed alla Prefettura di Treviso, al Tribunale di Padova e, a breve termine, sarà notificato a tutti gli uffici territoriali dell’Amministrazione italiana.

L’eventuale processo “Po£isia Veneta”convocato in tali condizioni, inizierà, se inizierà, il 27 ottobre, quando saranno giusti trascorsi 148 anni da quel 27 ottobre 1866 in cui la Corte d’Appello di Venezia proclamò l’esito della truffa plebiscitaria dichiarando i numeri dell’imbroglio (641.758 SI e 69 NO) e sentenziando l’annessione del Veneto, non segnerà la fine di una “goliardica avventura” ma l’inizio di una querelle internazionale che inevitabilmente sancirà l’Indipendenza del Popolo Veneto, la legittimità della Po£isia Veneta, la condanna dello Stato italiano per sottomissione del Popolo Veneto e una richiesta miliardaria di danni per occupazione illegittima e sfruttamento del Popolo Veneto dal 19 ottobre 1866 ad oggi.

Daniele Quaglia

carmine damiano

L’ex questore Damiano al centro e alla sua sx il procuratore Fojadelli posano con le armi sequestrate giusto per la sceneggiata televisiva

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