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Stato saraceno

Ci ha chiamati un gestore di un bar, associato LIFE, dicendoci che avrebbe l’intenzione di vendere la licenza.

Le poche persone interessate all’affare gli avrebbero offerto chi 25.000 euro chi 30.000, al che, propenso verso l’offerta migliore ha interpellato il suo commercialista per cercare di concludere l’affare.

Il commercialista che chiunque di noi considererebbe nostro estremo baluardo contro la rapacità del fisco, si è subito preoccupato di andare a consultare le tabelle dell’Agenzia delle Entrate rilevando immediatamente che un’attività commerciale simile a quella del nostro amico ha una valutazione di mercato non inferiore a 40.000 euro, ragion per cui il “nostro” infido commercialista avrebbe sconsigliato di vendere la licenza a 30.000 per non incorrere in accertamenti fiscali.

Coloro che detengono  un quoziente di intelligenza nella norma, senza dover essere scienziati, riescono a capire che in libero mercato, il prezzo di un prodotto è determinato dalla domanda e dall’offerta, tutti lo comprendono meno che il  commercialista in oggetto e, men che meno, lo Stato.

Vendere un bar in questo momento è come vendere bottiglie d’acqua minerale a fianco di una sorgente di acqua fresca e cristallina con il risultato che quasi nessuno acquisterà l’acqua in bottiglia se non per prezzi stracciatissimi ma se quell’acqua minerale fosse venduta in un’oasi del deserto, tutti la comprerebbero e, richiestissima, non avrebbe prezzo perché il prezzo di ogni cosa varia in ragione della domanda, da quanto è richiesta, e dell’offerta, dalla quantità disponibile!

Capannoni industriali, negozi, appartamenti, cessioni di attività, ovunque si vada abbondano cartelli VENDESI, AFFITTASI, CEDESI.

L’offerta di beni è molto più alta della domanda che  è praticamente pari a  ZERO.

In queste condizioni è già una fortuna trovare qualcuno interessato all’affare, una grazia divina che consentirebbe al nostro amico di realizzare 30.000 euro (lordi) e godersi finalmente l’agognata pensione.

Ma qui  lo Stato, arriva ancora prima dell’affare e per bocca del commercialista fa sapere di non voler rinunciare alla sua fetta dei 40.000 euro imposti dallo stesso come prezzo di vendita.

Non è possibile convivere con uno Stato dove la cultura prevalente è quella del saraceno che non esita a spellarti vivo per depredarti di tutti i tuoi averi e quella di supporto  del collaborazionista che non esita due volte a farti spellare vivo.

Stato saraceno e collaborazionisti: è qui dove andare a colpire.

Per sistemare il collaborazionista ci devi pensare tu, amico LIFE: cambia il tuo commercialista-collaborazionista-criminale con l’augurio tu possa trovarne uno  a te fedele e onesto.

Per sistemare questo Stato saraceno, predone oltre ogni limite,  la questione è un po’ più complessa, ma ci stiamo lavorando da un po’ e non escluderei ottime sorprese a breve termine.

Daniele Quaglia

2 risposte a Stato saraceno

  • Il Nemico di tutti i lavoratori autonomi è LO STATALISMO scrive:

    (DITTATURA STATALISTA)
    Il paese dominato dalla cinica cultura statalista non è in grado di garantire lavoro per tutti, anzi, come i Proci con Telemaco, pretendono di dilapidare la proprietà altrui, per il loro mantenimento.

    L’edilizia privata è morta.
    Una delle cause è la tassa IMU di MONTI in amplificazione continua.
    L’IMU deve essere eliminata perchè odiosa e ingiusta, annulla i risparmi di una vita.

    Il sistema statalista non è piu’ sostenibile.
    Imploderà come il comunismo quando le partite iva saranno sparite.

    (DITTATURA EUROPEISTA)
    L’Europa Unita non esiste.

    Dobbiamo prenderne atto e agire di conseguenza.
    Si parla di 100MLN di persone, le partenze dall’Africa, pertanto l’accoglienza risulterà a breve ingestibile, ma avrà riempite le tsche della Mafia delle Coop & Delinquenti.
    Continuano, nonostante tutto, a parlare di fascio-leghismo e a sparare menzogne.

  • Vojo vivàr libaro, no skinzà da on stato mafioso scrive:

    E poi i parla de libaro marcà…. democrassia… legałità…. dìriti….etc etc… ma ‘ndè a fàrve ciavà và……!
    Mi a tuti quei ke riva col barcon, pena sbarcai, ghe dària na partita iva d’ufficio… dopo te vede quant che i resta qua!

    Sciao!

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