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autodeterminazione

Perché lo Stato Veneto non è più rinato? Dite la vostra.

La Storia è un continuo elenco di cambiamenti geo politici sempre innescati da guerre, ma una cosa balza all’occhio dei più attenti: gli Stati, subiscono trasformazioni ma difficilmente si estinguono.

Negli ultimi 200 anni di storia, l’Europa è stata triste teatro di drammatici eventi bellici che l’hanno appunto sconvolta ma, nessuno degli Stati coinvolti negli eventi ha subito l’estinzione.

Tutti sono rinati, variando il territorio e la loro forma politica:  da impero o dittatura o regno, si sono trasformati in repubblica sia in forma federale che nazionale ma per nessuno di questi c’è stata l’estinzione politica: per esempio la Prussia e l’Impero austro ungarico che non esistono più nella forma di allora e con gli stessi nomi ma hanno comunque continuato a mantenere la personalità giuridica di Stati. Continua a leggere

L’Indipendenza del Popolo Veneto

Pubblichiamo la mail inviata da un lettore che ha avuto l’ardire di consultare il Manuale per l’Indipendenza del Popolo Veneto.

Ringrazia perché finalmente ha una visione chiarissima della situazione politica del Popolo Veneto e delle istanze indipendentiste che lo riguardano, della illegittimità dello Stato italiano, dei crimini che questo perpetra a danno dei popoli italici e dell’impossibilità di arrivare all’obiettivo indipendenza Continua a leggere

Come schiavizzare un popolo

Con le carte di credito stanno schiavizzando il popolo finlandese.

Nella civilissima Finlandia sta succedendo un fenomeno imprevedibile per la cultura di quelle genti fredde e razionali che sembrano avere attinto, per il caso, a certe culture mediterranee lassiste e festaiole.

In quel Paese, l’uso del contante è limitato al 19% mentre, per il restante 81%, le transazioni vengono eseguite tramite carte di credito o di debito.

Se non ché le Istituzioni hanno rilevato un indebitamento allarmante dei cittadini scoprendo che ogni famiglia ha un debito pari al 127% del suo reddito che, per quelle autorità, rappresenta una minaccia sia per i cittadini che per l’economia nazionale. Continua a leggere

Repubblica Veneta: il segreto della longevità

Secondo Alvise Zorzi, nella sua opera Una Città, una Repubblica, un Impero, Venezia 697-1797 le ragioni della longevità della Repubblica Serenissima sono da identificare: Continua a leggere

Buropazzia, la tassa occulta

Paghiamo non solo tasse, imposte, canoni, accise, addizionali, bolli …… ma anche la buropazzia, una burocrazia demenziale

Se questa perla tutta italiana non esistesse, le aziende potrebbero risparmiare quei 57,2 miliardi che sono costrette a spendere per tutti gli adempimenti e che corrispondono allo stipendio annuale medio di 2 milioni di lavoratori.

In poche parole, la buropazzia distrae alle aziende le risorse che potrebbero permettere due milioni di nuove assunzioni o quanto meno renderle più competitive.

Chi paga maggiormente questi costi sono le piccole imprese che hanno un’organizzazione limitata e sulle quali il peso della buropazzia grava per il 4% Continua a leggere

Italia: IV mondo

Se a gestire le aziende fossero i governanti, l’Italia costituirebbe il IV mondo

Che la fattura elettronica non raggiungesse gli obiettivi postisi dai governanti, di azzerare gli scambi in nero e aumentare in proporzione il gettito dell’IVA, c’erano tutte le avvisaglie già a metà del 2019.

E, a conferma di ciò arrivano i dati di gennaio 2020 che praticamente non rilevano alcun incremento negli introiti IVA dell’anno 2019 a confronto col 2018 e l’imposizione della fattura elettronica si sta dimostrando oltre che inefficace nel suo intento, l’ennesimo dispositivo di tortura nei confronti di liberi imprenditori. Continua a leggere

Giustizia Veneta: la pena di morte

La giustizia Veneta era inflessibile e non guardava in faccia nessuno, qualche volta anche sbagliando ma quando ciò succedeva le Istituzioni Venete riconoscevano l’errore e riabilitavano pubblicamente chi era stato punito in modo ingiusto.

La pena di morte annunciata con simili forme: “sia tagliata la testa, sicché sia separata dal busto”, oppure “sia appicato per la gola, sicché muoia” era prevista per i seguenti reati: Continua a leggere

Specie aliene e invasive

In natura le specie aliene costituiscono un pericolo per le biodiversità autoctone.

Si ritiene pericolosa la diffusione di specie aliene invasive perché costituiscono una minaccia per la biodiversità e comportano rischi sociali, economici e sanitari.

E’ il concetto che si evince da un concorso fotografico dal titolo “Click in città”, indetto dal progetto europeo Life Asap per sensibilizzare i cittadini sul problema delle specie aliene di piante e animali che minacciano gli ecosistemi anche nei centri abitati.

Sono più di tremila le specie aliene presenti nei nostri territori e circa quattrocento sono considerate invasive. Continua a leggere

Indipendenza, quale via percorrere?

Sono almeno 4 le strade che portano all’indipendenza e sono state via via tracciate nel tempo: dal Bangladesh con la via del fatto compiuto; dalla Slovenia e altri con l’esercizio del diritto dei popoli di decidere da sé; dal Kosovo con la congiura internazionale; da Lituania e Crimea con la rivendicazione dell’originaria sovranità.

Illustriamo brevemente i casi sperando di offrire a tutti i Veneti di buona volontà l’occasione di focalizzare l’eventuale strada da percorrere.

Bangladesh costituiva la parte orientale del Pakistan, repubblica federale. Lingua, etnia, religione e geografia l’hanno sempre diviso dalla parte occidentale. Nel 1970, le elezioni politiche sono vinte in Bangladesh da un partito indipendentista che rivendica maggior autonomia. In risposta, il Pakistan Occidentale invia i carri armati che tentano di reprimere le velleità autonomiste con la forza. A difesa dei suoi confini e per evitare emergenze umanitarie, interviene l’India col supporto dell’Unione Sovietica e ben presto l’esercito pakistano, è costretto alla ritirata. Nel 1974 il Bangladesh, compiuta la secessione, si dichiara indipendente e all’ONU, fino ad allora inerme, non resta altro che prendere atto del fatto compiuto.

Slovenia, Croazia e Bosnia erano tre delle sei repubbliche della ex Jugoslavia, una Repubblica Federale che nella Costituzione contemplava il diritto di secessione. Nel 1989, dopo referendum, Slovenia e Croazia chiedono una maggiore autonomia proponendo la trasformazione della Federazione in Confederazione. Belgrado tarda a rispondere e queste, nel 1991 dichiarano l’indipendenza. I carri armati federali occuperanno città e piazze provocando l’intervento diretto della NATO e lotta armata tra le varie etnie. Finisce con la secessione nell’esercizio del diritto di autodecisione dei popoli e, nel 1992, col riconoscimento dei tre come nuovi Stati aderenti all’ONU.

Kosovo era una provincia autonoma della Serbia, nel 1989 declassata a provincia ordinaria. Nel 1998 gruppi separatisti rivendicano la secessione da Belgrado anche con referendum. Intervengono ONU e NATO favorevoli ad un Kosovo, provincia autonoma all’interno della Serbia ma, nel 2008, dopo i bombardamenti su Belgrado, col nulla osta di NATO e ONU, a smentire le dichiarazioni e le posizioni fino ad allora da queste sostenute, il Kosovo compie la secessione e si autoproclama Repubblica indipendente e viene riconosciuto tale solo da poco più della metà degli Stati aderenti all’ONU tra i quali l’Italia.

Repubbliche Baltiche, Estonia, Lettonia e Lituania dal 1918 Stati sovrani, vengono ceduti nel 1939, con Patto segreto di non belligeranza tra Hitler e Stalin, all’Unione Sovietica che era una Federazione. Nel 1988/1989, dopo referendum dichiarano la propria sovranità. Nel gennaio 1991 la Russia accenna ad un tentativo, poco convinto per crisi politica interna, di ristabilire l’ordine; a febbraio viene svolto un referendum sull’indipendenza. In agosto, Estonia e Lettonia completano la secessione con la dichiarazione di indipendenza in base al diritto di self determination mentre la Lituania rivendica la sovranità originaria.

Crimea, dal 1954 apparteneva all’Ucraina, Repubblica Federale. Nel 2013 l’insurrezione “Euromaidan” e la deposizione del Presidente ucraino, spingono la Russia ad intervenire in Crimea a difesa degli abitanti al 70% russi e delle sue basi militari; organizza un referendum che porta alla secessione con la proclamazione dell’indipendenza e al ricongiungimento della Crimea alla Russia come Repubblica indipendente. Come già la Lituania, per appropriati motivi anche la Crimea non rivendica il diritto di self determination bensì quello della sovranità originaria.

Riassumendo, alla base del processo di secessione/indipendenza c’è sempre:

  • la manifesta volontà del popolo espressa tramite referendum o votazioni;
  • il coraggio del popolo di sfidare e affrontare anche la repressione armata;
  • l’avallo di un potente Stato amico.

Ricordando che la forma federale, invece che nazionale, dello Stato da cui secedere aiuta non poco, l’importanza assoluta del fattore Stato amico è confermata anche dal caso della mancata secessione del Québec dal Canada: caso all’apice dell’attenzione internazionale finché c’era l’interessamento diretto della Francia di Chirac ma, caduto nell’oblio dopo il defilarsi di quest’ultima.

Per lo stesso motivo e fintantoché la Spagna riuscirà a gestire le rivendicazioni catalane come fatti meramente interni e non cadrà nella tentazione di usare la forza, la Catalogna molto difficilmente potrà guadagnare la tanto agognata indipendenza.

Al Popolo Veneto si offrono queste prospettive che non escludono un’involuzione violenta a meno che i Veneti non siano in grado di aprire una nuova via, pacifica, involontariamente offerta dalla Costituzione italiana e dalla Corte Costituzionale, paradossalmente in aperto contrasto con la Carta ONU e la Carta dei diritti dell’Uomo.

Daniele Quaglia

tratto da

 

Giustizia Veneta

La cattiva amministrazione del bene comune era soggetta a pene severissime e pochi cadevano nella tentazione di usare il denaro del Prencipe (della Repubblica) per uso personale

Nella Serenissima Repubblica non erano previsti specifici reati di corruzione e concussione ma le due fattispecie si inserivano nella cattiva gestione del denaro pubblico e le pene previste erano esemplari.

Un esempio? Continua a leggere