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autodeterminazione

El Kao de ano Veneto (Capodanno Veneto)

Lingua, Storia, Costumi e Tradizioni costituiscono, con la condivisione del territorio, gli elementi essenziali di un Popolo.

Chi ha l’obiettivo di eliminare un Popolo senza ricorrere ai campi di concentramento sa che deve agire su questi elementi come chi vuol far morire una pianta senza destare sospetto, lo fa inquinando il terreno dove affondano le sue radici.

Tanti Veneti purtroppo si sentono legati sentimentalmente all’Italia che erroneamente considerano Continua a leggere

Schiavi per Cartelle prescritte (seconda parte)

seguito di https://www.life.it/1/schiavi-per-cartelle-prescritte-prima-parte/

Schiavi e, come se non bastasse, dover pagare un avvocato per convincere un organo dello Stato (Tribunale, Commissione Tributaria, Giudice di Pace) ad annullare una cartella esattoriale che una Legge approvata dall’organo supremo di questo Stato, il Parlamento italiano, dichiara inequivocabilmente prescritta, quindi nulla, ma che altro organo, sempre di questo Stato italiano (Agenzia delle Entrate, Riscossione) contrariamente, ritiene legittima.

Ne consegue che le cartelle esattoriali prescritte in teoria non dovrebbero produrre alcun effetto, in pratica costringono il contribuente a ricercare l’aiuto di Continua a leggere

Schiavi per Cartelle prescritte (prima parte)

Se un negoziante mette in vendita prodotti scaduti, che a malapena possono provocare un mal di pancia, rischia la galera per attentato alla salute pubblica nonché pesanti sanzioni, mentre il funzionario dello Stato che pretende il pagamento di debiti scaduti perché prescritti, cosa che ha già provocato la morte per infarto o il suicidio del contribuente raggiunto dalla notifica, non rischia alcuna minima sanzione.

Mentre i prodotti alimentari hanno una scadenza stampigliata sulla confezione che ne obbliga il commerciante al rispetto, i debiti fiscali che pure hanno una scadenza, non godono Continua a leggere

Viva l’autonomia (Ła voxe de’l vice)

Veneti, forse, avremo l’autonomia.

In virtù dell’autonomia la “polenta” si chiamerà “pasticcio di mais” e poiché siamo una nazione sinceramente democratica ed antifasssista, si potrà anche parlare di “vellutata di mais”.

Affranchiamoci dal 1866, forsa Leon, miaaooo !

Giorgio Vigni

Fattura elettronica: avvio in salita

In attesa della prova generale di inizio febbraio, l’emissione della fattura elettronica ha incontrato ad oggi difficoltà riscontrate dal 93,5% degli operatori (il 35% molto frequentemente, il 28,4 frequentemente ed il 30,1% in alcune circostanze) mentre solo il 6,5% degli operatori non ha rilevato alcun impedimento.

Tra le difficoltà segnalate, primeggiano le continue modifiche alle regole e, seguono a ruota, il malfunzionamento dei software privati e quello del canale predisposto da Agentrate per l’invio delle fatture elettroniche.

Di importante rilievo anche Continua a leggere

Gli “evasori” chiudono

A sfatare il luogo comune che l’artigiano sia un evasore, ci pensano le statistiche rese pubbliche da Unioncamere e Infocamere (organi delle Camere di Commercio) nelle quali risulta che in cinque anni, dal 2013 al 2018, hanno chiuso i battenti 100 mila imprese artigiane.

I settori più colpiti sono stati quelli delle costruzioni, del trasporto e della falegnameria che hanno lasciato sul campo di battaglia rispettivamente il 20% delle aziende totali, le lavanderie calano del 17%, i piastrellisti del 15%,gli imbianchini del 14%, i fabbri del13% e gli artigiani della meccanica, tornitura e fresatura del 11%.

Se un’attività lecita o illecita, che sia, è comunque redditizia, perché la si chiude? Continua a leggere

Se la cartella esattoriale è prescritta

Succede sempre che, debiti esattoriali teoricamente prescritti da tempo, vengano riesumati dall’esattoria, Agenzia delle Entrate-Riscossione od altri, e rimessi in circolazione con le vesti di nuove cartelle esattoriali.

Questo succede quando il debitore, confidando nel buon senso, da per scontato che un debito fiscale o tributario prescritto venga cancellato automaticamente.

Il buon senso del padre di famiglia, spesso richiamato nelle norme del codice civile, non trova riscontro tra le norme tributarie che in questo senso hanno ben poco di civile.

Così, in barba al buon senso, il debitore è costretto ad assoldare un Continua a leggere

Paghe da fame in funzione di una pulizia etnica?

Riprendendo quanto illustrato qui https://www.life.it/1/la-rivoluzione-unica-alternativa/ è doveroso fare alcune considerazioni di carattere politico che non hanno trovato spazio nel post pubblicato.

Nel settembre 2001, primo mese a tempo pieno, la neoassunta apprendista LIFE percepiva uno stipendio netto di 1.083 euro con una paga oraria netta di circa 6 euro, per 40 ore settimanali; sabato e domenica liberi quindi 8 giorni di riposo al mese.

Con l’equivalente di un’ora di lavoro acquistava quasi 6 litri di benzina e con lo stipendio di 6 mesi riusciva a comperarsi una Panda.

A distanza di 17 anni abbiamo questa paradossale situazione: una giovane diplomata, un anno più anziana della nostra, dopo non poche difficoltà riesce a trovare un lavoro (!?) come stagista in un Centro Commerciale.

E’ impegnata sei giorni su sette per 40 ore lavorative alla settimana: due giorni per Continua a leggere

La rivoluzione, unica alternativa

Un’imprenditrice associata LIFE ci ha chiamati scandalizzata dalla  busta paga che la figlia ha ricevuto al primo mese di impiego, come stagista in un’azienda commerciale.

La conferma di questo scandalo è venuta dal confronto della busta paga di “Maria”, assunta in LIFE come apprendista nel 2001 e quella di “Nadia”, assunta nel 2018 da un’azienda commerciale multinazionale, come stagista.

17 anni dopo, a parità di età e titolo di studio, in questo caso la paga è diminuita del 50%, mentre nei raffronti della tabella sotto riportata sarebbe dovuta aumentare almeno del Continua a leggere

Veneti, troviamoci per andare oltre

Le decisioni impetuose e audaci in un primo momento riempiono di entusiasmo, ma poi sono difficili a seguirsi e disastrose nei risultati (Tito Livio)

E’ il caso dell’affascinante teoria della legale rappresentanza per mezzo della quale chi ha deciso di rinunciare ad essere cittadino della Repubblica italiana si ritiene esentato dal soggiacerne alle norme.

Sarebbe troppo bello riuscire a liberarci da questo Stato semplicemente contestandogli la sua illegittima presenza ed esistenza, facendo pure riferimento al Plebiscito truffa del 1866, a decreti incautamente abrogati (Regio decreto 3300 del 4 novembre 1866 abrogato con Dlgs 212/2010 ), alla violazione dei Diritti umani, della Carta ONU e dei Patti internazionali.

Non per dubitare della bontà di tutte le iniziative che mirano a liberarci da uno Stato nemico, bensì per mettere in guardia dal facile entusiasmo che Continua a leggere