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autodeterminazione

Non scannatevi per pagare le tasse

Se dopo aver causato migliaia di morti, bloccato totalmente l’economia, promesso aiuti sostanziosi a lavoratori dipendenti e a lavoratori autonomi, promesse solo in parte mantenute ed insufficienti ad arginare l’onda d’urto del tutto chiuso … e nonostante ciò questo Stato rimane fermo nelle sue pretese di riscuotere le tasse alle scadenze prefissate, significa che il nemico numero uno dei cittadini è questo Stato.

Secondo questi abominevoli esseri che ci governano, chi per tre mesi ha tenuto chiusa l’attività, non ha lavorato, non ha prodotto reddito e si trova in grave crisi economica, dovrebbe rispettare le scadenze e pagare nei termini le tasse anche a costo di ricorrere agli usurai. Continua a leggere

5 vie per l’indipendenza del Popolo Veneto

DOCUMENTO INTEGRALE. Esaminiamo le 5 strade percorribili per arrivare all’indipendenza del Popolo Veneto.

1) Costituzione di un movimento col rischio che si impantani nella corruttela politica italiana come costantemente avvenuto;

2) Disobbedienza civile che contempla l’obiezione fiscale che a parole attira ma che nella realtà, la maggioranza rifugge;

3) Rivolta armata che presuppone quantomeno gruppi armati organizzati, finanziati e un supporto internazionale; Continua a leggere

Cinque vie per l’indipendenza: 5) la via del diritto internazionale

Quinta via: La via del diritto internazionale dando mandato a titolati studi professionali di diritto internazionale per rivendicare il diritto del Popolo Veneto di decidere da sé ed incriminare lo Stato italiano per violazione della Carta ONU e della Carta dei Diritti Umani.

E’ la strada fino ad ora mai considerata e quella che potrebbe essere facilmente percorribile visto che non serve una partecipazione attiva del Popolo Veneto, se non per esprimere il suo consenso all’indipendenza e incaricare un soggetto, con riconosciuta personalità giuridica internazionale, di contattare uno Studio esperto in questioni internazionali tra Stati, Diritto dei Popoli e/o diritti umani; meglio se fuori dall’Italia, in uno dei pochi Paesi più sensibili all’argomento. Continua a leggere

Cinque vie per l’indipendenza: 4) referendum

Quarta via, La classica via del referendum popolare, della dichiarazione di indipendenza, di un supporter internazionale e di un popolo disposto a difendersi anche combattendo se ce ne fosse l’esigenza.

Il Referendum popolare è via obbligata in quanto la Comunità internazionale da molta importanza alla legittimazione popolare dei soggetti che rivendicano l’indipendenza.

In tutti i processi di autodeterminazione dei popoli il referendum popolare ha costituito l’elemento essenziale e nessun popolo ha raggiunto l’indipendenza senza prima aver dato mandato a qualcuno di rappresentarlo, anche quando veniva rivendicata la sovranità popolare come in Lituania e in Crimea. Continua a leggere

Proroga alla cassa integrazione

Il governo deve rigare dritto perché, questa volta, rischia grosso

Il proposito del governo di prorogare la cassa integrazione in scadenza il 17 agosto fino al 31 dicembre comprende anche la proroga del divieto di licenziamento e prolungamento della deroga sui contratti a termine.

Le modalità sarebbero ancora in fase di definizione ed allo stato attuale non si conoscono i particolari.

Non è un segnale positivo perché è indice che la tanto agognata ripresa, dopo il confortante avvio del mese di maggio ed il repentino rallentamento di Continua a leggere

Fine dell’Italia?

Pensioni: il punto di non ritorno raggiunto dall’Italia costituisce una drammatica realtà che può essere vista con ottimismo solo da chi, speranzoso nella divina provvidenza, aspettava l’occasione propizia per realizzare la secessione politica.

Dato inconfutabile: il numero delle pensioni erogate ha superato il numero di buste paga; il dato è talmente eloquente che chiunque è in grado di capire che il sistema sociale, come lo conosciamo, sta implodendo.

E’ l’annoso problema del sistema pensionistico a ripartizione che poteva reggere finché per un pensionato vi erano sette lavoratori attivi e le aspettative di vita non superavano i 70 anni; ora, l’aspettativa di vita supera gli 80 anni e il rapporto lavoratori attivi/pensionati non è più di 1:7 ma è di 1,3:1 e siccome molti, qui in Italia, percepiscono più di una pensione, il numero delle pensioni ha superato il numero delle buste paga. Continua a leggere

La verità che ci nascondono

La mortalità in Lombardia dovuta a covid19 sarebbe in linea con la media europea, né più né meno..

Lo attesta uno studio dell’Università Vita-Salute S.Raffaele Milano evidenziando il fatto che in Lombardia ci sia un numero doppio di anziani rispetto alla media europea quindi la percentuale dei decessi, per ordine di età, è in linea con la media dei siti europei più colpiti.

Nel contempo, lo studio mette in evidenza anche il fatto che nella città di Stoccolma, dove non è mai stato imposto il lockdown, la percentuale dei decessi sia uguale a quella di Milano. Continua a leggere

Maledetta Italia

Maledetti, siete uno Stato nemico!

Telefonata intercorsa tra associati LIFE, ultra settantenni entrambi costretti a lavorare.

A) Ciao Gino (*) come stai? Hai finalmente chiuso o continui a lavorare?

B) Macché, sono costretto a lavorare in quanto ho mio figlio disoccupato dopo il lutto che l’ha e ci ha colpiti così gravemente; non percepisce cassa integrazione e nemmeno un qualsiasi altro sussidio;  a me non hanno dato i 600 euro promessi perché, pur avendo l’attività chiusa tre mesi per lockdown, percepisco la pensione. Continua a leggere

Cinque vie per l’indipendenza. 2) rivolta fiscale

Seconda via: Disobbedienza civile che contempla l’obiezione fiscale che a parole attira ma che nella realtà, la maggioranza rifugge.

Non pagare le tasse è un sistema veloce per indurre a più miti consigli un Governo ma necessita di condizioni difficilmente immaginabili in Veneto, visti i precedenti flebili tentativi: l’adesione di massa che ha la facoltà di trasformare quella che potrebbe essere una mera protesta in un vero e proprio problema politico. Continua a leggere

Lotta all’evasione

Ovvero l’arte di complicare le cose.

Qualche decennio fa un nostro conoscente, cittadino svizzero, che si era trasferito nella Marca Trevigiana per godersi la pensione ci raccontava della facilità con cui in Svizzera si adempiva alla dichiarazione dei redditi.

Da lavoratore dipendente raccoglieva nell’arco dell’anno la documentazione dei compensi ricevuti e di tutte le spese sostenute; benzina, meccanico, telefono, idraulico, alimentari, luce, gas …. fissava un appuntamento presso l’Ufficio comunale dei tributi e con l’aiuto di un funzionario calcolava l’importo delle tasse da pagare: da questo momento lui era sistematicamente esente da qualsiasi altro controllo fiscale. Continua a leggere