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Finanziamenti alle aziende e ad Alitalia

Mentre per tutte le aziende è sempre più difficile l’accesso al credito, per Alitalia ….

I finanziamenti sono il motore dell’economia perché non sempre chi ha buone iniziative imprenditoriali è anche dotato delle capacità finanziarie per realizzarle e la qualità e quantità dei finanziamenti erogati costituiscono un infallibile sistema di misura della salute economica.

Chissà quanti piccoli imprenditori che si sono affermati, lo avrebbero potuto fare senza alcun finanziamento: forse una minima, infinitesima parte. Continua a leggere

E’ finita la crescita: ma chi l’ha vista?

Dal 2013 al 2019 l’economia mondiale ha visto un’espansione che ha coinvolto più o meno tutti gli Stati.

Qualcuno in Italia se ne è accorto?

Sinceramente no, perché una crescita del 4% in 7 anni, come avvenuto in Italia significa una media annua dello 0,6%, una dose di crescita omeopatica, impercepibile. Continua a leggere

Multe stradali, il vecchio che avanza

Ripescato un Regio decreto del 1910 nella vana speranza di incassare le multe stradali non pagate

In nome della discontinuità, avventati governanti attingono al vecchio pozzo di San Patrizio costituito dalle continue leggi italiche, inesauribile fonte di contrastanti norme e questa volta ripescano, niente popò di meno che, un Regio decreto del 1910, il 619 del 14 aprile. Continua a leggere

Usa il contante e difendi anche l’ambiente

Il contante oltre che  difendere il potere d’acquisto della moneta altrimenti alla mercé delle banche difende anche l’ambiente

Col pagamento in contanti il rapporto tra chi vende e chi acquista un bene o un servizio si esaurisce a quel punto senza effetti collaterali.

Qualsiasi altro tipo di pagamento comporta l’intervento di un mediatore bancario, che garantisce il trasferimento del credito in modi diversi con i vari tipi di carte, assegni o bonifici bancari ma che nasconde insidiosi interessi. Continua a leggere

Mutui a tasso negativo

Ottenere un mutuo a tasso negativo significa restituire una somma minore di quella ricevuta o, in altra forma, godere di interessi per l’uso di denaro; una cosa inaudita, impossibile da comprendere salvo per i pochi fortunati per i quali ciò rappresenta una pacchia.

E’ una eventualità che in Italia non potrà realizzarsi perché il codice civile impone, a chi ha ricevuto un prestito, la restituzione di quanto avuto più gli interessi ma che, in Danimarca, ha trovato realtà nella concessione di mutui a tasso negativo. (*) Continua a leggere

La banda del buco

Che il debito INPS sia insostenibile, che l’erogazione delle pensioni possa subire inevitabili impedimenti, che gli attuali lavoratori mai vedranno la pensione … sono cose arcinote a tutti, dalla gente comune a chi è al potere, ma non sembrano destare quell’attenzione che sarebbe logico aspettarsi.

Non solo si continua a vivere ignorando scaramanticamente il problema nell’illusione che “Dio vede e Dio provvede” quando anche le finanze del Vaticano ci stanno dando prova che non è sempre così e che Dio ha probabilmente altre cose più importanti da fare che non risolvere i debiti dello Stato italiano, ma si persevera ad allargare e a profondare il buco come in una miniera a cielo aperto. Continua a leggere

Quando la banca ti da una mano … a chiudere

Chi si trova in difficoltà economiche sembra avere il destino già segnato, soprattutto se a ciò si aggiungono troppi debiti e mancanza di adeguate garanzie.

E’ la linea dettata da un’indicativa della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) che esplicitamente mette in guardia gli operatori del credito contro “il rischio di fare credito a soggetti troppo indebitati e senza adeguate” garanzie perché l’attuale situazione economica è molto simile a quella immediatamente precedente la crisi del 2008. Continua a leggere

Chi ha tirato il freno a mano?

Correre in auto col freno a mano inserito si rischiano almeno tre inconvenienti: il motore fatica e consuma di più, l’auto corre piano col rischio che potrebbe fermarsi per il blocco delle ruote.

Chi è abituato a guidare l’auto conosce questi rischi e l’esperienza di trovarsi una sola volta bloccati per il surriscaldamento dei freni o anche essere stati solo testimoni di simile scenetta, diventa insegnamento per tutta la vita.

Se invece dell’auto come tema di confronto usiamo l’economia, il risultato non cambia.

Un’economia penalizzante nei confronti dei produttori, il vero motore della società, col freno della stretta creditizia e della fiscalità asfissiante costantemente tirato, non può portare che a una sola conseguenza logica: l’arresto totale.

Ora Draghi, come un novello patentato mette in guardia i suoi successori sul pericolo del freno a mano innestato che non permette all’economia (auto) di correre come ci si aspetterebbe (queste le sue parole “Regole di bilancio vanno riviste: non efficaci quando servono interventi pro crescita”).

Le sue politiche hanno riversato montagne di soldi finiti alle alle banche che in gran parte hanno acquistato titoli di Stato, gli stessi Stati che hanno pagato quei soldi accendendo nuovo debito per finanziare quello vecchio e nemmeno le briciole di tanti soldi sono finite nelle casse del mondo produttivo.

Così Draghi si è trovato con l’economia, l’auto bloccata sul filo del rasoio della recessione e ora avverte quelli che verranno, dopo di lui, di fare attenzione al freno.

Non sappiamo se qualche volta, almeno in gioventù, abbia mai guidato almeno una vecchia 500, ma come governatore ha sicuramente guidato la Banca d’Italia prima della BCE, appena  dopo una breve esperienza in Goldman Sachs: possibile che la metafora del freno a mano innescato non gli abbia proprio insegnato nulla?

Oppure  erra ma persevera ed è talmente diabolico da aver volontariamente innestato lui, quel freno?

Una certa diabolicità traspare in molte sue immagini in cui esibisce uno sguardo per niente rassicurante che lo fa proprio assomigliare al …… .

Noo ….!

Può essere lui?

Daniele Quaglia

 

La moneta contante e i pirla

Negli anni passati, sono stati numerosi gli autori che hanno denunciato la faziosità della moneta che, da strumento di scambio economico, è diventata strumento di potere.

Grazie al primogenito di questi, il prof. Giacinto Auriti e a tutti quelli che hanno diffuso le sue tesi a livello popolare, tra i quali Eugenio Benetazzo e l’avvocato Marco Della Luna a noi LIFE più vicini, è stato svelato l’inganno della moneta a debito (vedi Euro) il cui scopo è di arrivare al controllo degli Stati quale effetto del Continua a leggere

Un sigillo per rubare meglio

Non è un segreto che i Savoia abbiano portato in dote alla penisola unificata, una montagna di debiti:

li avevano prima dell’unità;

li hanno incrementati con le campagne militari organizzate per eliminare i legittimi governanti e insediarsi al loro posto;

150 anni più tardi il debito è fuori controllo diventando un buco nero in grado di inghiottire tutta l’Europa.

Ai tempi della Repubblica Veneta le tasse erano al 6%; oggi ci stanno soffocando con una pressione fiscale per le imprese, vicinissima al 70% ma lo negano. Continua a leggere