Login

Newsletter

  • Users 86
  • Posts 758
  • Comments 1,111
  • Pages 9

inps

Pace fiscale, una condanna per snc e sas

Con la “ pace fiscale”, possibilità di chiudere amichevolmente il contenzioso con il fisco, ci sarà qualcuno che farà un grande affare, altri che ci rimetteranno solo le quote sociali e chi, pur trovandosi nella stessa situazione economica di questi, potrebbe rimetterci tutto, quote sociali e patrimonio personale perché i fondamenti della pace fiscale violano un principio fondamentale della Costituzione, quello dell’uguaglianza dei cittadini che all’Art. 3 della Costituzione sancisce: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione ……. di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando ….l’eguaglianza dei cittadini ……

Ma stando ai limiti imposti all’adesione della pace fiscale, i cittadini appartenenti ad una specifica classe sono discriminati nei confronti di tutti gli Continua a leggere

Se la cartella esattoriale è prescritta

Succede sempre che, debiti esattoriali teoricamente prescritti da tempo, vengano riesumati dall’esattoria, Agenzia delle Entrate-Riscossione od altri, e rimessi in circolazione con le vesti di nuove cartelle esattoriali.

Questo succede quando il debitore, confidando nel buon senso, da per scontato che un debito fiscale o tributario prescritto venga cancellato automaticamente.

Il buon senso del padre di famiglia, spesso richiamato nelle norme del codice civile, non trova riscontro tra le norme tributarie che in questo senso hanno ben poco di civile.

Così, in barba al buon senso, il debitore è costretto ad assoldare un Continua a leggere

Pace Fiscale

Le cartelle esattoriali inferiori a 1000 euro ed emesse tra il 2000 ed il 2010 saranno eliminate il 31 dicembre 2018 in automatico da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Attenzione però, perché il decreto non parla di cartelle esattoriali ma di ruoli di importo inferiore ai 1000 euro, comprensivi di interessi e sanzioni, e può essere accaduto che Equitalia abbia sommato più ruoli in un’unica cartella esattoriale.

Per fare un esempio una multa stradale di 600 €, il diritto camerale di 450 € e l’ICI di 200 € non pagati, hanno ruoli diversi sia per l’origine del creditore sia per i tempi di emissione, possono essere stati raggruppati in un’unica cartella per complessivi 1250 €. Continua a leggere

Vigni vs Camera di Commercio: 1-0

Ecco la prova del perché Salvini ha ragione sulla pace fiscale.

Giorgio Vigni, vice presidente di LIFE Treviso, nel 2017 si è visto recapitare una cartella esattoriale relativa al Diritto Camerale non versato negli anni 2003, 2004, 2005.

Ha cercato di far valere le sue ragioni in autotutela ma Agenzia delle Entrate – Riscossione non ha voluto saperne e ha proseguito l’iter di riscossione.

A Vigni non è rimasto altro che rivolgersi all’avvocato e intentare ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso.

Tre giorni fa il deposito della sentenza Continua a leggere

Il sostituto d’imposta

Qual’è l’imprenditore che non ha mai desiderato, almeno una volta, cessare di essere l’esattore dello Stato attraverso il sostituto d’imposta?

Eliminare il sostituto d’imposta, per i non addetti ai lavori, significherebbe consegnare ai lavoratori lo stipendio lordo e trasferire ad essi, giustamente, l’onere di pagare le tasse.

Perché in questo Stato sarà impossibile l’eliminazione di questa figura ?

Per due motivi.

Primo motivo:

Per il semplice fatto che lo Stato dovrebbe adeguarsi, visto che è anche datore di lavoro, e consegnare ai suoi dipendenti, gli statali, la Continua a leggere

Contributi INPS non pagati

E’ presumibile che un datore di lavoro, una volta assunto regolarmente un dipendente, ne versi anche i contributi INPS.

Secondo recenti indagini, invece, i contributi INPS non versati nel ramo industria, sono aumentati del 21,4% mentre per il commercio, servizi e artigianato l’aumento è dell’ordine del 10%, indistintamente sia al Nord che al Sud.

Si tratta di imprenditori consapevoli delle sanzioni, non solo amministrative ma anche di carattere penale, a cui si espongono e consapevoli pure del fatto che prima o poi l’INPS verrà a conoscenza dei mancati versamenti, trattandosi di contributi per lavoratori regolarmente assunti a busta paga.

Quale può essere il motivo che spinge tanti datori di lavoro a simile azzardo? Continua a leggere

Cartella esattoriale via PEC

Quando un po’ di malizia non guasta mai!

In Italia qualsiasi norma sembra essere fatta solo per un tipo di persone: gli ingenui, che credono ciecamente a quanto viene scritto nei codici e con timore seguono letteralmente quanto previsto.

I furbi, invece, quelli che hanno abbandonato il timore reverenziale verso le leggi, sanno che ogni legge presenta un lato debole che, sfruttato all’occorrenza, può portare a risultati legittimamente interessanti.

Così, tra chi riceve una cartella esattoriale via PEC c’è chi si arrabbia e va a pagare e chi invece si diverte e non Continua a leggere

Ci pagheranno le pensioni o ci sgozzeranno?

A 120 anni dalla nascita dell’INPS, le pensioni continuano ad essere pagate con sistema a ripartizione (*) che impone la continua crescita della popolazione finalizzata all’infinito aumento di lavoratori perché, solo tramite i loro contributi, continueranno ad essere pagate le pensioni agli odierni pensionati.

E’ un sistema che poteva andar bene nell’ 800, quando fu ideato e quando, per ogni pensionato c’erano 6-7 giovani che lavoravano e pagavano i contributi.

Ora che il rapporto è quasi di 1 a 1 e, a pagare la pensione erogata ad 1 pensionato è rimasto un solo lavoratore, si è determinato un peso fiscale e tributario insopportabile, a carico di questo e ciò costituisce una della maggiori cause di Continua a leggere

Odore di condono tombale

Si, purché l’aliquota non superi il 10%!

Nel contenzioso fiscale, lo Stato, attraverso Agenzia delle Entrate-Riscossione e prima Equitalia, fino ad ora è riuscito ad incassare solo il 7% delle somme accertate.

Ciò è dovuto a due fattori:

1. Il più delle volte gli accertamenti sono infondati e la difesa di un bravo professionista porta all’annullamento della pretesa;

2. Il sistema di riscossione è farraginoso e, chi supera indenne la soglia dei 5 anni, ha ottime possibilità di vincere un ipotetico ricorso.

Morale della favola lo Stato incassa il 7%, mentre avvocati e commercialisti, che non a caso costituiscono la lobby più rappresentata in Parlamento, intascano un abbondante 10%;  il rimanente Continua a leggere

Il TFR, un mezzo di discriminazione

Vi siete mai chiesti cosa succede se il datore di lavoro non paga il TFR (la liquidazione) ai suoi dipendenti?
Per capirlo bisogna distinguere se si tratta di aziende private o di aziende dello Stato.
Se il datore di lavoro è un privato cittadino, dopo 45 giorni dalle dimissioni, il lavoratore dipendente che non abbia ancora percepito il dovuto, ha facoltà di accedere ai meccanismi di recupero del credito, prima con una diffida per poi passare alle vie legali con l’ingiunzione di pagamento.
I tempi per il recupero saranno direttamente proporzionali alla solvibilità del datore di lavoro: più questi è solvibile, più brevi saranno i tempi di liquidazione e in caso di insolvibilità interviene il Fondo di Garanzia dell’INPS.
Se il datore di lavoro è lo Stato, le cose cambiano perché in casistiche normali, è previsto che Continua a leggere