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lavoro

Superbonus per stufe a pellets

Superbonus del 110% non solo per stufe a pellets ma anche per caminetti.

Buone notizie per chi usa la stufa a pellets e/o caminetto per il riscaldamento di casa e volesse sostituirli con modelli più efficienti e buone notizie anche per chi produce questi generatori di calore. Continua a leggere

Un futuro difficile

In cinque anni sono calate di 80.000 unità le imprese under 35

I giovani rappresentano il futuro e garantiscono la continuità di un sistema sociale; i giovani imprenditori, gli under 35, rappresentano il futuro e garantiscono la continuità del sistema economico che sostiene il sistema sociale.

Il fatto che il numero di imprenditori under 35 sia calato di 80.000 unità nel corso degli ultimi cinque anni è un pessimo segnale che la politica, questa mala politica, non ha ancora intercettato e non si pone minimamente il problema. Continua a leggere

E’ dal 1860 che cresce

C’è una sola cosa che in Italia va perennemente in controtendenza, che è immune da qualsiasi crisi politica ed economica, che costantemente cresce.

Cos’è?

Semplice: la pressione fiscale! Continua a leggere

El Parón

Diritti e doveri del datore di lavoro

Il padrone, termine con cui il pensiero comunista sessantottino era solito indicare l’imprenditore come lo sfruttatore della classe operaia, del proletariato, un nemico da combattere, alias datore di lavoro, è una figura che assume poteri e doveri che non sono previsti per il semplice cittadino: si tratta di onori e di oneri che la legge gli attribuisce in funzione dell’aspetto sociale di questa sua attività. Continua a leggere

Aziende suicide?

O il Governo nasconde qualcosa o esistono per davvero imprenditori kamikaze

Ricordate la commessa di 2,5 milioni di banchi monoposto che il Governo aveva garantito che all’inizio dell’anno scolastico sarebbero stati tutti assegnati?

“Saremo pronti per settembre” chiosava la ministra Azzolina; invece, alla riapertura delle scuole, poco meno del 10% di quei banchi sono stati allocati. Continua a leggere

Via dall’Italia

Via dall’Italia, se hai un sogno da realizzare.

Un ingegnere informatico, fino a quattro anni fa, lavorava in Italia per un’azienda del settore, con poca soddisfazione perché l’impegno e le capacità profusi non erano adeguatamente ricompensati; niente di strano quando la remunerazione rientra nei parametri dei contratti nazionali.

Abbastanza introverso, taciturno, nessuno mai avrebbe pensato che un giorno prendesse l’aereo per andare a lavorare fuori dall’Italia … in Olanda. Continua a leggere

Abbigliamento in crisi

Ci danno da intendere che c’è una significativa ripresa delle attività produttive ma i dati sui consumi rivelano, in controtendenza, che la gente spende sempre meno.

Il settore commerciale più colpito è sicuramente l’abbigliamento che secondo l’ISTAT, nel mese di luglio 2020 ha segnato un crollo delle vendite del -30% rispetto a luglio 2019.

Il settore della moda è stagionale, soggetto a cicli semestrali: quello produttivo è in anticipo di sei mesi rispetto a quello commerciale vale a dire che chi produce capi per la primavera-estate 2021 lo sta facendo ora per le consegne ai negozi che inizieranno a gennaio fino a metà primavera 2021. Continua a leggere

Dal dire, al fare … !

L’Italia si trova al 18° posto, in una classifica di 144 Stati, per attrattività economica e il covid19 non c’entra.

Gli indici che contribuiscono a determinare questa classifica sono: apertura, innovazione, efficienza, dotazione e sostenibilità che si possono consultare Continua a leggere

La Svezia non si è fermata, ora corre

Il virus non l’ha mai fermata: fabbriche, negozi, scuole … tutto aperto e il vantaggio psicologico legato alla serenità da parte delle persone all’idea di uscire di casa, andare al lavoro e fare shopping, ha contribuito ad un bilancio sostanzialmente positivo.

Le vittime, in proporzione, sono state più che nei Paesi confinanti, Norvegia e Danimarca, ma molto meno, sempre in proporzione, rispetto a Italia, Francia e Gran Bretagna. Continua a leggere

Settimana lavorativa corta?

Ci vogliono tutti poveri per meglio disporre della nostra volontà

L’emergenza covid ha mandato in crisi il mondo del lavoro; per far lavorare tutti, anche quelli che lo perderanno, ci sono proposte per la riduzione dell’orario settimanale in modo da offrire a tutti la possibilità di lavorare: lavorare meno per lavorare tutti.

Non si tratta di una novità, è una proposta che di tanto in tanto riaffiora un po’ in tutto il mondo occidentale e che spesso, singolarmente ogni cittadino vaglia per le esigenze della sua famiglia. Continua a leggere

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