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lavoro

La Svezia non si è fermata, ora corre

Il virus non l’ha mai fermata: fabbriche, negozi, scuole … tutto aperto e il vantaggio psicologico legato alla serenità da parte delle persone all’idea di uscire di casa, andare al lavoro e fare shopping, ha contribuito ad un bilancio sostanzialmente positivo.

Le vittime, in proporzione, sono state più che nei Paesi confinanti, Norvegia e Danimarca, ma molto meno, sempre in proporzione, rispetto a Italia, Francia e Gran Bretagna. Continua a leggere

Settimana lavorativa corta?

Ci vogliono tutti poveri per meglio disporre della nostra volontà

L’emergenza covid ha mandato in crisi il mondo del lavoro; per far lavorare tutti, anche quelli che lo perderanno, ci sono proposte per la riduzione dell’orario settimanale in modo da offrire a tutti la possibilità di lavorare: lavorare meno per lavorare tutti.

Non si tratta di una novità, è una proposta che di tanto in tanto riaffiora un po’ in tutto il mondo occidentale e che spesso, singolarmente ogni cittadino vaglia per le esigenze della sua famiglia. Continua a leggere

Chiudere tutte le Partite IVA

E’ il progetto dei marxisti al governo, non il frutto di nostre fantasiose congetture, perché è scritto nero su bianco su un libro di cui Antonio Misiani, vice ministro dell’economia e delle finanze, è un coautore; qui potete trovarne una breve recensione https://www.cscliguria.it/le-imprese-rigenerate-dai-lavoratori-se-chiudi-ti-compro/

Questi incravattati eredi delle cellule comuniste sessantottine che, per finanziarsi, commettevano rapine chiamandole esproprio proletario, hanno affinato il linguaggio, curato l’immagine, fanno bella figura; sì hanno perso il pelo ma non il vizio. Continua a leggere

Se chiudi ti compro

Non è il motto della Mafia ma il libro profetico di Antonio Misani, vice ministro dell’economia e delle finanze che con le sue recenti dichiarazioni ha oltraggiato milioni di Partite IVA dimostrando una formazione mentale che si credeva oramai estinta ma che lui ha rivelato ancora strisciante in certi ambienti politici di potere.

“In questo Paese bisogna iniziare a dire che le imposte vanno pagate perché servono a finanziare i servizi essenziali. E non credo che le partite Iva stiano peggio degli altri. Abbiamo già concesso rinvii, aiuti e sgravi, dunque presentarci come arcigni nemici dei contribuenti è una caricatura. Ed è chiaramente strumentale da parte delle opposizioni”.

Queste sue affermazioni non meritano una risposta: è già molto eloquente il suo curriculum politico: Continua a leggere

Burocrazia. la macchina infernale

In tempi di emergenza come questi servono decisioni precise e facili da eseguire altrimenti tutto si trasforma in una babele.

Lo sanno i commercialisti che hanno visto le varie disposizioni governative sul covid19 accompagnate da una sfilza infinita di documenti che ne regolano l’attuazione con la richiesta infinita di documenti da allegare alle domande di contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, richieste di finanziamento da parte delle aziende.

Per fare un esempio, in brevissimo tempo l’Agenzia delle entrate ha emesso una circolare “fiume” e un’altra relativa alla dichiarazione dei redditi, di ben 411 pagine. Continua a leggere

Non scannatevi per pagare le tasse

Se dopo aver causato migliaia di morti, bloccato totalmente l’economia, promesso aiuti sostanziosi a lavoratori dipendenti e a lavoratori autonomi, promesse solo in parte mantenute ed insufficienti ad arginare l’onda d’urto del tutto chiuso … e nonostante ciò questo Stato rimane fermo nelle sue pretese di riscuotere le tasse alle scadenze prefissate, significa che il nemico numero uno dei cittadini è questo Stato.

Secondo questi abominevoli esseri che ci governano, chi per tre mesi ha tenuto chiusa l’attività, non ha lavorato, non ha prodotto reddito e si trova in grave crisi economica, dovrebbe rispettare le scadenze e pagare nei termini le tasse anche a costo di ricorrere agli usurai. Continua a leggere

L’usura

Attenzione a queste bestia che è in grado di divorare  ogni vostro bene

La crisi economica conseguente le disposizioni del lockdown costituisce terreno fertile per la penetrazione mafiosa nel tessuto produttivo, complice anche la farraginosità del sistema Italia che, a 100 giorni dal decreto liquidità, vede distribuito il 13%, solo 50,7 miliardi dei 400 che lo Stato aveva garantito.

Ha tutta la parvenza di un “aiuto” di Stato agli usurai, di cui la mafia è un’importante componente, che avranno solo l’imbarazzo di scegliere tra le occasioni più appetibili per impossessarsi di aziende a corto di liquidità. Continua a leggere

Proroga alla cassa integrazione

Il governo deve rigare dritto perché, questa volta, rischia grosso

Il proposito del governo di prorogare la cassa integrazione in scadenza il 17 agosto fino al 31 dicembre comprende anche la proroga del divieto di licenziamento e prolungamento della deroga sui contratti a termine.

Le modalità sarebbero ancora in fase di definizione ed allo stato attuale non si conoscono i particolari.

Non è un segnale positivo perché è indice che la tanto agognata ripresa, dopo il confortante avvio del mese di maggio ed il repentino rallentamento di Continua a leggere

Fine dell’Italia?

Pensioni: il punto di non ritorno raggiunto dall’Italia costituisce una drammatica realtà che può essere vista con ottimismo solo da chi, speranzoso nella divina provvidenza, aspettava l’occasione propizia per realizzare la secessione politica.

Dato inconfutabile: il numero delle pensioni erogate ha superato il numero di buste paga; il dato è talmente eloquente che chiunque è in grado di capire che il sistema sociale, come lo conosciamo, sta implodendo.

E’ l’annoso problema del sistema pensionistico a ripartizione che poteva reggere finché per un pensionato vi erano sette lavoratori attivi e le aspettative di vita non superavano i 70 anni; ora, l’aspettativa di vita supera gli 80 anni e il rapporto lavoratori attivi/pensionati non è più di 1:7 ma è di 1,3:1 e siccome molti, qui in Italia, percepiscono più di una pensione, il numero delle pensioni ha superato il numero delle buste paga. Continua a leggere

Maledetta Italia

Maledetti, siete uno Stato nemico!

Telefonata intercorsa tra associati LIFE, ultra settantenni entrambi costretti a lavorare.

A) Ciao Gino (*) come stai? Hai finalmente chiuso o continui a lavorare?

B) Macché, sono costretto a lavorare in quanto ho mio figlio disoccupato dopo il lutto che l’ha e ci ha colpiti così gravemente; non percepisce cassa integrazione e nemmeno un qualsiasi altro sussidio;  a me non hanno dato i 600 euro promessi perché, pur avendo l’attività chiusa tre mesi per lockdown, percepisco la pensione. Continua a leggere