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ricorsi

Quando l’ubriaco è l’etilometro

Il coronavirus colpisce anche l’etilometro

La notizia della sospensione dei rilievi con l’etilometro da parte degli organi di Polizia di Stato, come misura precauzionale per evitare la trasmissione del coronavirus, ristabilisce l’accertamento empirico delle condizioni di idoneità alla guida di chi ha assunto sostanze alcooliche.

Praticamente dovranno essere osservati con particolare attenzione alcuni indizi quali l’alito vinoso, gli occhi lucidi e arrossati, il parlare in modo disconnesso, l’incapacità di stare in piedi o di camminare diritto o la perdita del senso di orientamento, come avveniva molti anni fa. Continua a leggere

LIFE premiata dalla Camera di Commercio

Nello spirito LIFE, premio è il riconoscimento di ostilità che viene attribuito dalle istituzioni italiane a chi le contrasta, l’opposto di chi considera premio, il riconoscimento di fedeltà con tutte le prebende che questo comporta.

E’ il caso del sottoscritto, socio amministratore di una snc che dalla sua costituzione nel 1996, in piena sintonia con la filosofia LIFE, è stato fedele obiettore del “diritto camerale”, il pizzo che le camere di commercio impongono ai loro iscritti in cambio di nulla e che il 24 maggio 2005 ha dato inizio ad uno sciopero della fame, durato 9 giorni proprio in piazza Borsa a Treviso di fronte alla sede della camera di commercio, in un camper. Continua a leggere

LIFE e Autovelox a Rete Veneta (video)

LIFE contro i sindaci che fanno cassa a danno degli automobilisti

Un Giorgio Vigni (Consigliere LIFE Treviso) incontenibile nella trasmissione FOCUS di ReteVeneta del 6 febbraio 2020, condotta da Bacialli.

Senza peli sulla lingua accusa quei sindaci che per ovviare ai mancati trasferimenti da Roma decidono di far quadrare i bilanci grazie all’autovelox, fuori norma nel 100% dei casi.

Autovelox e etilometro, due facce della stessa medaglia: quando a pagare, una, due, tre … volte sono sempre chiamati i cittadini.

Basta!

Per chi non avesse seguito la trasmissione, gli interventi di Vigni si trovano nel video riproposto ai minuti 34:45 – 1:24:47 – 1:51

Buon divertimento

Daniele Quaglia

Il rifiuto della raccomandata

La Raccomandata può essere respinta ma attenzione agli effetti.

Il postino, pur essendo un pubblico ufficiale, non ha la facoltà di accedere al vostro domicilio senza il vostro consenso quindi, potete non aprirlo e se lo fate non avete l’obbligo di ritirare l’eventuale raccomandata. Continua a leggere

Indipendenza, quale via percorrere?

Sono almeno 4 le strade che portano all’indipendenza e sono state via via tracciate nel tempo: dal Bangladesh con la via del fatto compiuto; dalla Slovenia e altri con l’esercizio del diritto dei popoli di decidere da sé; dal Kosovo con la congiura internazionale; da Lituania e Crimea con la rivendicazione dell’originaria sovranità.

Illustriamo brevemente i casi sperando di offrire a tutti i Veneti di buona volontà l’occasione di focalizzare l’eventuale strada da percorrere.

Bangladesh costituiva la parte orientale del Pakistan, repubblica federale. Lingua, etnia, religione e geografia l’hanno sempre diviso dalla parte occidentale. Nel 1970, le elezioni politiche sono vinte in Bangladesh da un partito indipendentista che rivendica maggior autonomia. In risposta, il Pakistan Occidentale invia i carri armati che tentano di reprimere le velleità autonomiste con la forza. A difesa dei suoi confini e per evitare emergenze umanitarie, interviene l’India col supporto dell’Unione Sovietica e ben presto l’esercito pakistano, è costretto alla ritirata. Nel 1974 il Bangladesh, compiuta la secessione, si dichiara indipendente e all’ONU, fino ad allora inerme, non resta altro che prendere atto del fatto compiuto.

Slovenia, Croazia e Bosnia erano tre delle sei repubbliche della ex Jugoslavia, una Repubblica Federale che nella Costituzione contemplava il diritto di secessione. Nel 1989, dopo referendum, Slovenia e Croazia chiedono una maggiore autonomia proponendo la trasformazione della Federazione in Confederazione. Belgrado tarda a rispondere e queste, nel 1991 dichiarano l’indipendenza. I carri armati federali occuperanno città e piazze provocando l’intervento diretto della NATO e lotta armata tra le varie etnie. Finisce con la secessione nell’esercizio del diritto di autodecisione dei popoli e, nel 1992, col riconoscimento dei tre come nuovi Stati aderenti all’ONU.

Kosovo era una provincia autonoma della Serbia, nel 1989 declassata a provincia ordinaria. Nel 1998 gruppi separatisti rivendicano la secessione da Belgrado anche con referendum. Intervengono ONU e NATO favorevoli ad un Kosovo, provincia autonoma all’interno della Serbia ma, nel 2008, dopo i bombardamenti su Belgrado, col nulla osta di NATO e ONU, a smentire le dichiarazioni e le posizioni fino ad allora da queste sostenute, il Kosovo compie la secessione e si autoproclama Repubblica indipendente e viene riconosciuto tale solo da poco più della metà degli Stati aderenti all’ONU tra i quali l’Italia.

Repubbliche Baltiche, Estonia, Lettonia e Lituania dal 1918 Stati sovrani, vengono ceduti nel 1939, con Patto segreto di non belligeranza tra Hitler e Stalin, all’Unione Sovietica che era una Federazione. Nel 1988/1989, dopo referendum dichiarano la propria sovranità. Nel gennaio 1991 la Russia accenna ad un tentativo, poco convinto per crisi politica interna, di ristabilire l’ordine; a febbraio viene svolto un referendum sull’indipendenza. In agosto, Estonia e Lettonia completano la secessione con la dichiarazione di indipendenza in base al diritto di self determination mentre la Lituania rivendica la sovranità originaria.

Crimea, dal 1954 apparteneva all’Ucraina, Repubblica Federale. Nel 2013 l’insurrezione “Euromaidan” e la deposizione del Presidente ucraino, spingono la Russia ad intervenire in Crimea a difesa degli abitanti al 70% russi e delle sue basi militari; organizza un referendum che porta alla secessione con la proclamazione dell’indipendenza e al ricongiungimento della Crimea alla Russia come Repubblica indipendente. Come già la Lituania, per appropriati motivi anche la Crimea non rivendica il diritto di self determination bensì quello della sovranità originaria.

Riassumendo, alla base del processo di secessione/indipendenza c’è sempre:

  • la manifesta volontà del popolo espressa tramite referendum o votazioni;
  • il coraggio del popolo di sfidare e affrontare anche la repressione armata;
  • l’avallo di un potente Stato amico.

Ricordando che la forma federale, invece che nazionale, dello Stato da cui secedere aiuta non poco, l’importanza assoluta del fattore Stato amico è confermata anche dal caso della mancata secessione del Québec dal Canada: caso all’apice dell’attenzione internazionale finché c’era l’interessamento diretto della Francia di Chirac ma, caduto nell’oblio dopo il defilarsi di quest’ultima.

Per lo stesso motivo e fintantoché la Spagna riuscirà a gestire le rivendicazioni catalane come fatti meramente interni e non cadrà nella tentazione di usare la forza, la Catalogna molto difficilmente potrà guadagnare la tanto agognata indipendenza.

Al Popolo Veneto si offrono queste prospettive che non escludono un’involuzione violenta a meno che i Veneti non siano in grado di aprire una nuova via, pacifica, involontariamente offerta dalla Costituzione italiana e dalla Corte Costituzionale, paradossalmente in aperto contrasto con la Carta ONU e la Carta dei diritti dell’Uomo.

Daniele Quaglia

tratto da

 

L’assegno scoperto

Cosa succede se ci viene negato l’incasso di un assegno per mancanza di fondi.

Si tratta dell’assegno scoperto, in gergo commerciale un assegno cabrio, che può essere sintomatico di due situazioni: una di un disguido amministrativo da parte del traente normalmente solvibile; l’altra, più da attenzionare, che può essere presagio di una crisi di liquidità. Continua a leggere

Cartelle esattoriali prescritte

Si potrebbero cancellare con un semplice clic!

Perché non cancellano in automatico, con un algoritmo, milioni di cartelle esattoriali già prescritte che ci obbligano a spendere tempo e denaro in avvocati e contenziosi tributari dall’esito già scontato, quando con un algoritmo riescono a controllare miliardi di nostre singole attività nel Web e con un algoritmo scandagliano milioni di nostri Conti correnti? Continua a leggere

Guidare con fermo amministrativo

Quali rischi si corrono a guidare l’auto sottoposta a fermo amministrativo?

L’Agenzia delle Entrate, nel preavviso di fermo amministrativo dell’auto, sta inducendo i proprietari-debitori al pagamento di quanto dovuto, pena il fermo e rischio di salatissime sanzioni, fino a 7.953 euro interpretando a suo favore una norma poco trasparente del nuovo Codice della Strada. Continua a leggere

Verifica fiscale per il 2014

Chi nel corso del 2019 è incappato in una verifica fiscale inerente l’anno 2014 e ad oggi non ha ancora ricevuto il verbale di constatazione o lo ha ricevuto dopo il 31 ottobre, può tirare un sospiro di sollievo perché quel verbale, non avendo rispettato il termine perentorio di 60 giorni, concesso per legge al contribuente onde permettergli di presentare le sue osservazioni nell’arco dell’anno solare, è decaduto. Continua a leggere

Autovelox: 3 domande

La multa autovelox rilevata con apparecchio posizionato sulla corsia opposta al senso di marcia è valida?

Si, se la postazione è debitamente segnalata dal cartello di preavviso nella corsia interessata al rilievo; in mancanza della segnaletica la multa sarà nulla.

La Polizia ha l’obbligo di fermare gli automobilisti colti in eccesso di velocità con l’autovelox?

Nelle strade urbane la polizia ha l’obbligo di fermare il conducente nell’immediatezza della contravvenzione e in queste strade è illegittimo l’uso di autovelox fissi.

Nelle strade extra urbane od urbane a scorrimento veloce è possibile l’installazione di autovelox fissi e non Continua a leggere