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signoraggio

Come schiavizzare un popolo

Con le carte di credito stanno schiavizzando il popolo finlandese.

Nella civilissima Finlandia sta succedendo un fenomeno imprevedibile per la cultura di quelle genti fredde e razionali che sembrano avere attinto, per il caso, a certe culture mediterranee lassiste e festaiole.

In quel Paese, l’uso del contante è limitato al 19% mentre, per il restante 81%, le transazioni vengono eseguite tramite carte di credito o di debito.

Se non ché le Istituzioni hanno rilevato un indebitamento allarmante dei cittadini scoprendo che ogni famiglia ha un debito pari al 127% del suo reddito che, per quelle autorità, rappresenta una minaccia sia per i cittadini che per l’economia nazionale. Continua a leggere

Contante: la dose consentita

Il contante peggio della droga: parodia di un governare demenziale.

Come per il reato di detenzione di droga che scatta al possesso di una dose ritenuta superiore al consumo personale giornaliero, allo stesso modo scatterà la denuncia nei confronti di chi sarà trovato in possesso di una quantità di denaro contante ritenuta eccedente la dose personale quotidiana.

Questo regime 5stelle-piddino intento alla sostituzione della moneta spacciando come tale una tessera elettronica che moneta non è, ha dichiarato guerra ai detentori di contante e agli spacciatori di queste banconote che saranno perseguiti a norma di legge e segnalati come abituali €uro-inomani e pericolosi spacciatori. Continua a leggere

Il Prefetto ruba, cosa dice Mattarella?

Lo Stato ruba, i cittadini si difendono con l’evasione fiscale e per Mattarella è colpa di questi ultimi la grave situazione, non solo economica

L’Italia è uno dei leader mondiale della corruzione che grava sul bilancio dello Stato ben più dell’evasione IVA.

E’ di ieri la notizia riportata dalla Gazzetta del Sud che il Prefetto di Cosenza, Paola Galeoni, sarebbe indagata per una mazzetta intascata da un’imprenditrice che si era prestata ad emettere una fattura falsa, su espressa richiesta della Prefetto che così avrebbe intascato il residuo non utilizzato del fondo di rappresentanza riservato ai Prefetti. Continua a leggere

Un Conto Corrente non pignorabile

La possibilità di avere un Conto Corrente dove fisco e creditori non possano metterci naso è il sogno di molti che vorrebbero tenere al sicuro una piccola riserva di denaro qualora le disavventure economiche avessero il sopravvento, eventualità più frequente di quanto non si possa immaginare. Continua a leggere

Il gioco delle carte di credito

Quanto guadagnano le banche con le carte di credito?

Il numero delle carte di credito circolanti in Italia nel 2017 era di 67.639.000 delle quali 13.497.000 carte di credito e tutte le altre carte di debito, secondo fonti della Banca d’Italia.

La maggior parte di queste è gravata di un canone che nelle carte di credito è mediamente di 37,64 € mentre per quelle di debito il canone medio sarebbe di circa 20€. Continua a leggere

Il contante fattore di libertà

Usate il contante perché non viene eroso da canoni e spese, non ingrassa né le banche né lo Stato e garantisce la vostra libertà. Campagna LIFE a favore del contante

Gli Stati europei sono già succubi dei padroni dell’Euro e l’Italia è quello Stato che sta pagando più caramente la cessione della sua sovranità monetaria.

La moneta a noleggio, qual’è l’Euro, produce debito e interessi su questo, in maniera scientifica che ha lo scopo di far sprofondare gli Stati nel debito a favore delle banche private che si impossesseranno degli Stati.

Ma per chiudere definitivamente la questione a loro favore, manca un importante tassello: come espropriare i singoli cittadini della loro singola sovranità, autonomia individuale. Continua a leggere

Usa il contante e difendi anche l’ambiente

Il contante oltre che  difendere il potere d’acquisto della moneta altrimenti alla mercé delle banche difende anche l’ambiente

Col pagamento in contanti il rapporto tra chi vende e chi acquista un bene o un servizio si esaurisce a quel punto senza effetti collaterali.

Qualsiasi altro tipo di pagamento comporta l’intervento di un mediatore bancario, che garantisce il trasferimento del credito in modi diversi con i vari tipi di carte, assegni o bonifici bancari ma che nasconde insidiosi interessi. Continua a leggere

La banda del buco

Che il debito INPS sia insostenibile, che l’erogazione delle pensioni possa subire inevitabili impedimenti, che gli attuali lavoratori mai vedranno la pensione … sono cose arcinote a tutti, dalla gente comune a chi è al potere, ma non sembrano destare quell’attenzione che sarebbe logico aspettarsi.

Non solo si continua a vivere ignorando scaramanticamente il problema nell’illusione che “Dio vede e Dio provvede” quando anche le finanze del Vaticano ci stanno dando prova che non è sempre così e che Dio ha probabilmente altre cose più importanti da fare che non risolvere i debiti dello Stato italiano, ma si persevera ad allargare e a profondare il buco come in una miniera a cielo aperto. Continua a leggere

Quando la banca ti da una mano … a chiudere

Chi si trova in difficoltà economiche sembra avere il destino già segnato, soprattutto se a ciò si aggiungono troppi debiti e mancanza di adeguate garanzie.

E’ la linea dettata da un’indicativa della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) che esplicitamente mette in guardia gli operatori del credito contro “il rischio di fare credito a soggetti troppo indebitati e senza adeguate” garanzie perché l’attuale situazione economica è molto simile a quella immediatamente precedente la crisi del 2008. Continua a leggere

Chi ha tirato il freno a mano?

Correre in auto col freno a mano inserito si rischiano almeno tre inconvenienti: il motore fatica e consuma di più, l’auto corre piano col rischio che potrebbe fermarsi per il blocco delle ruote.

Chi è abituato a guidare l’auto conosce questi rischi e l’esperienza di trovarsi una sola volta bloccati per il surriscaldamento dei freni o anche essere stati solo testimoni di simile scenetta, diventa insegnamento per tutta la vita.

Se invece dell’auto come tema di confronto usiamo l’economia, il risultato non cambia.

Un’economia penalizzante nei confronti dei produttori, il vero motore della società, col freno della stretta creditizia e della fiscalità asfissiante costantemente tirato, non può portare che a una sola conseguenza logica: l’arresto totale.

Ora Draghi, come un novello patentato mette in guardia i suoi successori sul pericolo del freno a mano innestato che non permette all’economia (auto) di correre come ci si aspetterebbe (queste le sue parole “Regole di bilancio vanno riviste: non efficaci quando servono interventi pro crescita”).

Le sue politiche hanno riversato montagne di soldi finiti alle alle banche che in gran parte hanno acquistato titoli di Stato, gli stessi Stati che hanno pagato quei soldi accendendo nuovo debito per finanziare quello vecchio e nemmeno le briciole di tanti soldi sono finite nelle casse del mondo produttivo.

Così Draghi si è trovato con l’economia, l’auto bloccata sul filo del rasoio della recessione e ora avverte quelli che verranno, dopo di lui, di fare attenzione al freno.

Non sappiamo se qualche volta, almeno in gioventù, abbia mai guidato almeno una vecchia 500, ma come governatore ha sicuramente guidato la Banca d’Italia prima della BCE, appena  dopo una breve esperienza in Goldman Sachs: possibile che la metafora del freno a mano innescato non gli abbia proprio insegnato nulla?

Oppure  erra ma persevera ed è talmente diabolico da aver volontariamente innestato lui, quel freno?

Una certa diabolicità traspare in molte sue immagini in cui esibisce uno sguardo per niente rassicurante che lo fa proprio assomigliare al …… .

Noo ….!

Può essere lui?

Daniele Quaglia