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tasse

Stranezze italiche

Cose che possono avvenire solo in Italia, Paese di Bengodi.

Un appuntato dei Carabinieri (appuntato è l’equivalente di caporale dell’esercito, un grado in più del soldato semplice), capobanda dei 6 carabinieri stupratori, torturatori, spacciatori di Piacenza, possedeva 11 auto e 16 moto, era titolare di 13 conti correnti e viveva in una villetta di proprietà con piscina ed oltre a ciò aveva acceso due mutui. Continua a leggere

C’è una falsa Agenzia delle Entrate

Il paradosso dell’Agenzia delle Entrate che rivendica la sua identità.

L’Agenzia delle Entrate, quella vera, mette in guardia i cittadini che ricevono email con tanto di logo della stessa Agenzia delle Entrate, inviate però da quella falsa allo scopo di carpire le informazioni di chi “incautamente” aprisse quelle mail. Continua a leggere

Chiudere tutte le Partite IVA

E’ il progetto dei marxisti al governo, non il frutto di nostre fantasiose congetture, perché è scritto nero su bianco su un libro di cui Antonio Misiani, vice ministro dell’economia e delle finanze, è un coautore; qui potete trovarne una breve recensione https://www.cscliguria.it/le-imprese-rigenerate-dai-lavoratori-se-chiudi-ti-compro/

Questi incravattati eredi delle cellule comuniste sessantottine che, per finanziarsi, commettevano rapine chiamandole esproprio proletario, hanno affinato il linguaggio, curato l’immagine, fanno bella figura; sì hanno perso il pelo ma non il vizio. Continua a leggere

Se chiudi ti compro

Non è il motto della Mafia ma il libro profetico di Antonio Misani, vice ministro dell’economia e delle finanze che con le sue recenti dichiarazioni ha oltraggiato milioni di Partite IVA dimostrando una formazione mentale che si credeva oramai estinta ma che lui ha rivelato ancora strisciante in certi ambienti politici di potere.

“In questo Paese bisogna iniziare a dire che le imposte vanno pagate perché servono a finanziare i servizi essenziali. E non credo che le partite Iva stiano peggio degli altri. Abbiamo già concesso rinvii, aiuti e sgravi, dunque presentarci come arcigni nemici dei contribuenti è una caricatura. Ed è chiaramente strumentale da parte delle opposizioni”.

Queste sue affermazioni non meritano una risposta: è già molto eloquente il suo curriculum politico: Continua a leggere

Burocrazia. la macchina infernale

In tempi di emergenza come questi servono decisioni precise e facili da eseguire altrimenti tutto si trasforma in una babele.

Lo sanno i commercialisti che hanno visto le varie disposizioni governative sul covid19 accompagnate da una sfilza infinita di documenti che ne regolano l’attuazione con la richiesta infinita di documenti da allegare alle domande di contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, richieste di finanziamento da parte delle aziende.

Per fare un esempio, in brevissimo tempo l’Agenzia delle entrate ha emesso una circolare “fiume” e un’altra relativa alla dichiarazione dei redditi, di ben 411 pagine. Continua a leggere

Non scannatevi per pagare le tasse

Se dopo aver causato migliaia di morti, bloccato totalmente l’economia, promesso aiuti sostanziosi a lavoratori dipendenti e a lavoratori autonomi, promesse solo in parte mantenute ed insufficienti ad arginare l’onda d’urto del tutto chiuso … e nonostante ciò questo Stato rimane fermo nelle sue pretese di riscuotere le tasse alle scadenze prefissate, significa che il nemico numero uno dei cittadini è questo Stato.

Secondo questi abominevoli esseri che ci governano, chi per tre mesi ha tenuto chiusa l’attività, non ha lavorato, non ha prodotto reddito e si trova in grave crisi economica, dovrebbe rispettare le scadenze e pagare nei termini le tasse anche a costo di ricorrere agli usurai. Continua a leggere

Fine dell’Italia?

Pensioni: il punto di non ritorno raggiunto dall’Italia costituisce una drammatica realtà che può essere vista con ottimismo solo da chi, speranzoso nella divina provvidenza, aspettava l’occasione propizia per realizzare la secessione politica.

Dato inconfutabile: il numero delle pensioni erogate ha superato il numero di buste paga; il dato è talmente eloquente che chiunque è in grado di capire che il sistema sociale, come lo conosciamo, sta implodendo.

E’ l’annoso problema del sistema pensionistico a ripartizione che poteva reggere finché per un pensionato vi erano sette lavoratori attivi e le aspettative di vita non superavano i 70 anni; ora, l’aspettativa di vita supera gli 80 anni e il rapporto lavoratori attivi/pensionati non è più di 1:7 ma è di 1,3:1 e siccome molti, qui in Italia, percepiscono più di una pensione, il numero delle pensioni ha superato il numero delle buste paga. Continua a leggere

Cinque vie per l’indipendenza. 2) rivolta fiscale

Seconda via: Disobbedienza civile che contempla l’obiezione fiscale che a parole attira ma che nella realtà, la maggioranza rifugge.

Non pagare le tasse è un sistema veloce per indurre a più miti consigli un Governo ma necessita di condizioni difficilmente immaginabili in Veneto, visti i precedenti flebili tentativi: l’adesione di massa che ha la facoltà di trasformare quella che potrebbe essere una mera protesta in un vero e proprio problema politico. Continua a leggere

Lotta all’evasione

Ovvero l’arte di complicare le cose.

Qualche decennio fa un nostro conoscente, cittadino svizzero, che si era trasferito nella Marca Trevigiana per godersi la pensione ci raccontava della facilità con cui in Svizzera si adempiva alla dichiarazione dei redditi.

Da lavoratore dipendente raccoglieva nell’arco dell’anno la documentazione dei compensi ricevuti e di tutte le spese sostenute; benzina, meccanico, telefono, idraulico, alimentari, luce, gas …. fissava un appuntamento presso l’Ufficio comunale dei tributi e con l’aiuto di un funzionario calcolava l’importo delle tasse da pagare: da questo momento lui era sistematicamente esente da qualsiasi altro controllo fiscale. Continua a leggere

Burocrazia+corruzione=300 mld?

Di più perché, a questa cifra sono da aggiungere i miliardi sottratti al fisco per pagare le tangenti in nero, soldi che vengono reinvestiti dai corrotti o collusi in un mercato altrettanto in nero.

A sentir parlare questi improvvisati e incapaci politici, sembra che le disgrazie economiche dell’Italia siano da attribuire soprattutto ai piccoli imprenditori e al nero collegato, stimabile in un’evasione fiscale ipotizzabile dai 100 ai 200 miliardi. Continua a leggere