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Tutti in carcere

Luciano Franceschi è richiuso nel carcere due Palazzi di Padova da Febbraio 2013, detenuto in attesa di giudizio con l’accusa di tentato omicidio per il ferimento del direttore di banca Pietro Gambarotto.

Mi scrive spesso e, nella lettera arrivatami oggi mi ha colpito questo breve passo che cito: “….no stà preucuparte  par mi anca se i me dà 30 ani no me inporta. A ga£era xe dura ma a pasta xe sicura, po’ cuà no ghe xe bolete e tase da pagare. Gnente faso e gò so£o i vìsi da mantegnare. Co ghe né, viva Noè, co no ghe xe più, viva Gesù……” (…”non preoccuparti per me, anche se mi danno 30 anni, non m’importa. Il carcere è duro ma il pasto è sicuro, poi qui non ci sono bollette e tasse da pagare. Non faccio nulla ed ho solo i vizi da mantenere. Fin che ce n’è, viva Noè, quando non ce ne sarà più, viva Gesù”…)

E’ molto probabile che Franceschi abbia messo in atto quella infausta azione che lo ha portato in galera, perché  esasperato da una situazione economica che stava diventando sempre più difficile, da un trattamento non proprio di favore riservatogli dalla banca e dall’impossibilità di ottenere nuovi finanziamenti.

Tasse da pagare, mutui da pagare, debiti da pagare  e mancanza totale  di soldi.

Luciano sembra quasi contento di essere in carcere, dove  ha trovato una sua serenità  al riparo da “bolete e tase da pagare” (bollette e tasse da pagare), un’ossessione per  tutti noi in questo momento di grave ristrettezza economica e dalle prospettive future sempre più cupe.

Ieri ha chiamato in LIFE una signora che con marito ed il figlio porta avanti un’officina dove si costruiscono pompe idrauliche. La sua attività va avanti da 40 anni ma ora è arrivata ad un punto di non ritorno: da due mesi non riesce a  pagare i contributi dei 10 dipendenti; a giorni ha scadenze per  90.000 € che non sa come reperire ed è preoccupata perché non può più garantire il lavoro ai dipendenti che considera figli suoi.

Il marito ha 70 anni ed il figlio, in balia di una forte depressione è diventato  irascibile e sempre più chiuso. Lei mi ha raccontato di aver  pianto e pregato tutta la notte, ma la realtà non è cambiata e mi ha confessato di aver pensato al suicidio…………

La telefonata, che non è la prima e nemmeno l’ultima di una serie di telefonate della disperazione, ci è arrivata da una città dell’opulento Veneto che assomiglia sempre più ad un territorio devastato da una guerra che non finisce mai.

Possibile che  in questo Stato, dove tasse e banche risucchiano, prima tutte  le energie,  poi le vite dei cittadini quanto un dio mai pago di sacrifici umani, il solo posto  per sfuggire  a questa atroce realtà e trovare la tanto agognata serenità sembra  possa essere il posto più incredibile, il carcere?

Daniele Quaglia

6 risposte a Tutti in carcere

  • F. scrive:

    se qualcuno lassù in alto provasse un giorno in carcere come dico io …”forse” prima di richiudere la gente, con chissà quale scusa di “custodia cautelare” come la chiamano loro.. ,ci peserebbe due-tre-quattro volte.
    Certo è ormai ci hanno tolto anche il diritto di difendere quel poco che resta a ognuno di noi…
    …se non ci si difende ci calpestano e se ci si difende ti arrestano…
    semplice pratico e conciso.

  • Ciccio scrive:

    E pensare che se non ci fossero tutti sti LADRI di politici e amministratori con stipendi d’oro, TUTTi potremmo vivere degnamente e goderci veramente la vita. Purtroppo l’egoismo dei primi sta soffocando i piu’ deboli.
    W SAN MARCO.

  • claus chiaranda scrive:

    bisogna imparare a mirare meglio……certa gente va rieducata come si deve

  • Loris Lazzarin scrive:

    sono un ex piccolo artigiano, ex perchè il 12/03/2013 ho DOVUTO chiudere l’attività(lavori stradali), ho concordato con i miei ragazzi la chiusura perchè non c’era altra strada, già da due anni e più lavoravamo 3/4 giorni al mese il resto era cassa integrazione che il sottoscritto anticipava sulla busta paga con evidente aumento dei miei debiti, ho lavorato 46 anni, ho 65 anni compiuti però non ho la pensione di vecchiaia perchè la “fornero/monti”ha spostato di 15 mesi il mio diritto cioè al 1 DICEMBRE 2014, non ho più reddito ed ho bollette in arretrato, prima o poi tagliano, ai miei ragazzi ( 5 dipendenti) devo 12790,10 € (saldo busta +TFR), con il sindacato CISL di Treviso ho avuto un incontro il 02/04/13 Dr.Barbieri dove confermavo la mia intenzione di chiudere con la prima vendita di
    qualche macchina operatrice, all’inizio di agosto mandai una e-mail alla Dr.Barbieri chiedendo un incontro con presenti anche i miei
    ex ragazzi per fare il punto della situazione perchè non riesco a vendere niente, la risposta via mail della Dr.Barbieri ” HA I SOLDI”. Comunque avvertii i miei ragazzi uno per uno di poter pazientare, la sorpresa arrivò il 25 settembre 13, IL TRIBUNALE DI TREVISO ha dichiarato il FALLIMENTO richiesto solo dai miei ex dipendenti per un importo di 48.000,00€ che a tutt’oggi non so a che conteggi si riferisce, ho provato a contattare la Dr. Barbieri ma è come prendere il superenalotto, ho chiesto al curatore di poter visionare i conteggi onde capire come risulta i 48.000,00 € anzichè 12.790,10 € che ho fatto mettere a verbale dal curatore. Se volevo oppormi al fallimento dovevo trovarmi un avvocato e non avendo neanche 100 € ho dovuto subire in sofferente silenzio, mi chiedo: ma il sindacato(Dr.Barbieri) poteva contattarmi e chiedere in che tempi chiudere la pratica in sospeso??. Preciso che non ho ricevuto la racc.a.r. della convocazione in Tribunale(prima del fallimento) perchè la cassetta della posta dell’impresa era stata divelta dal cancello a metà agosto 13 e non più ripristinata data la chiusura dell’attività. Ho ricevuto il 3 ottobre 13 la notifica del Tribunale di Treviso al mio indirizzo privato( sono socio unico). Ora sono furiosamente avvilito, sono sempre stato responsabile delle miei azioni, ho sempre cercato di dare il meglio ai miei ragazzi, sono INDIGNATO E NAUSEATO dal comportamento della Dr.Barbieri della CISL perchè siamo tutti PERSONE ed ognuna ha la propria dignità e va rispettata. Ho lavorato con passione e sacrificio, dal 2009 per risparmiare mi sono tagliato lo stipendio e mi prendevo 6/700,00€ al mese per la sopravvivenza, ho sempre anticipato la C.I.G. ai miei ragazzi per non creare problemi alle loro famiglie, qualcuno di loro durante la CIG andava a lavorare in nero. Vorrei capire visto che tutti parlano di DIRITTI: io ne ho qualcuno??.
    scusatemi per la lunghezza e buon lavoro. Loris

    • daniele scrive:

      In questo Paese di …… i piccoli imprenditori sono i primi a dover dare e gli ultimi a poter ricevere. Siamo trattati da evasori e da ricconi anche se abbiamo sempre pagato le tasse al 110% del dovuto (Tante piccole spese pagate con semplice scontrino non sono detraibili, IRAP e IMU nemmeno, sicchè paghiamo tasse sulle tasse e sulle spese). Anche quando ci abbiamo rimesso tutto siamo sempre sospettati di aver occultato chissà quali capitali.
      Mansueti, lavoratori instancabili capaci di mettersi in gioco giorno dopo giorno, per tutta la vita: siamo perfetti per fare una vita da schiavi. E quando non servi più, lo Stato, dopo averti consumato ti getta come uno strofinaccio consunto.
      Prova a chiamare in sede 043861605, siamo a Spresiano

  • Ma scrive:

    Ma, invece di fare blocchi stradali, perché non cominciamo ad assaltare le carceri ( liberando solo i nostri ) e le Prefetture ?
    Allora sì che si svegliano !!!

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