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Tutto ok?

La crisi è alle spalle, i tempi cupi son finiti, l’economia sta ripartendo.

Sarebbe bello poterlo dire ma non è così perché l’economia sta agonizzando.

C’è un solo sistema per rimettere in moto il mercato: aumento dei consumi interni e aumento delle esportazioni.

Perché possano aumentare i consumi bisogna che la gente abbia più denaro liquido a disposizione ma rispetto a qualche mese fa, prima del Governo Monti,  il denaro nelle tasche dei cittadini è diminuito perché questo governo ha aumentato i prelievi sotto forma di IVA, di accise, di IMU ……  e di lotta all’evasione che sottrae ricchezza all’economia, anche se sommersa , per trasferirla allo Stato improduttivo.

Se poi  al tutto si aggiunge la notizia che prima del 2014 non sarà possibile diminuire le tasse, nonostante la costituzione dell’ormai famoso quanto fantomatico  tesoretto, si può facilmente dedurre che per tutto il 2012, 2013 e parte del 2014 la capacità di spesa dei cittadini sarà ulteriormente contratta, erosa anche dalla inflazione.

In poche parole diminuirà il denaro nelle tasche  e da qui diminuiranno i consumi interni, la domanda, la produzione;  la recessione che è il frutto di tutto ciò, potrebbe assumere proporzioni spaventose.

Esportazioni: il mercato tiene per ora, ma per quanto può durare?

Lo scontro è tra chi ha un costo altissimo della mano d’opera, noi , e chi invece ha un costo bassissimo come Cina, India e tutto il sud est asiatico e fra noi e loro ci sono tutti i paesi emergenti dell’America del sud.

Le nuove economie sono certamente più competitive, inarrivabili, per quanto concerne i costi della mano d’opera e la carta vincente per noi potrebbe essere l’alta tecnologia e l’alta qualità.

Però, queste sono monopolizzate  dalle grandi lobbies, da tutte quelle società multinazionali che hanno un unico obiettivo: il profitto, quanto più alto possibile.

L’emigrazione di aziende ad alta tecnologia dal nord Italia verso i paesi terzi emergenti è un fenomeno recentissimo che sta complicando ulteriormente la situazione occupazionale ma è anche il segno che l’alta tecnologia oramai è a portata di tutti, anche della Cina e anche dell’India.

Con le frontiere aperte sarà inarrestabile il flusso di merci a basso costo e di buona-ottima qualità che invaderanno i nostri mercati e soffocheranno il nostro sistema produttivo.

Nessun governo, nessuna manovra e nessun uomo potranno, a quel punto,  salvarci.

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