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Uomini Liberi

Avere il coraggio di denunciare una verità scomoda si corre il rischio, in questo Stato totalitario, di fare la fine del grillo parlante di Pinocchio.
Quello che è successo ieri ai funerali di Ermes Mattielli ad Arsiero, dove come previsto è intervenuta una folla di Veneti fieri di essere tali manifestando la loro identità e quella di Ermes con il drappo della Serenissima Repubblica e nello stesso tempo indignati per quanto la “pseudo giustizia italiana” ha riservato ad Ermes e spesso riserva ai Veneti che osano alzare la testa, ne è la prova.
Va da se che in una tale occasione, la scelta fatta da 5 sindaci di sfilare con la fascia tricolore, agli occhi del più profano sarebbe sembrata una cinica provocazione.
Così è stato e chi era lì a portare l’ultimo saluto ad Ermes manifestandogli tutta la fraterna e commossa solidarietà, alla visione di quella orrida e provocatoria fascia  che esprime crudo assoggettamento, non ha saputo resistere e, alla maniera dei Veneti, si è opposto a tale scempio.
Non con lancio di molotov, resistenza alle forze dell’ordine, lancio di fumogeni e incendio di cassonetti ma, semplicemente, dando sfogo a tanta rabbia invitando i sindaci a levarsi quella fascia simbolo di oppressione e di morte e accusandoli di essersi venduti al nemico.
Nulla di più della scomoda verità che ha dato origine alla reazione di Taljan Pinocchio nelle vesti di un sindaco che ha reagito con violenza alle accuse mentre gli altri si sfilavano la fascia, e nelle vesti dei CC, sempre loro, gli stessi che nella prima guerra mondiale avevano l’incarico di sparare alle spalle di chi si mostrava titubante agli assalti, che alla fine del funerale pretendevano di identificare chi aveva osato ribellarsi tanto civilmente.
Ermes! Quel tricolore rappresenta chi ti ha fatto morire di crepacuore condannandoti a 5 anni di carcere e ad un rimborso di 125 mila euro a favore di due Rom, penetrati in casa tua ed in piena notte, per rapinarti con la risolutezza di chi è pronto ad ucciderti.
Hai scelto di difendere la tua Libertà che è anche la nostra e libero sei stato fino alla morte.
Grazie a te e a tutti coloro, come Fabio Padova, che sfidano uno stato che oltre a non difende i suoi cittadini  li assoggetta, anzi, ad un razzismo inverso e che hanno il coraggio di gridare: Ermes è un uomo Libero, noi tutti siamo uomini Liberi.

Daniele Quaglia

 

 

 

 

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