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Uomini, non divise!

Lettera di Giorgio Vigni a Zaia, Conte e Ministro degli Interni

Il 27/04 nella trasmissione “l’Aria che tira”, su la7, un rappresentante della polizia, di una associazione nazionale, invitava a onorare un collega morto in servizio che lascia degli orfani, morte passata sotto silenzio. Stigmatizzava anche il fatto che stesse nascendo un partito anti polizia, la quale invece merita rispetto ed è soggetta a stress.

Siamo per il rispetto di tutti i morti, quindi anche per le partite IVA in servizio, suicidatesi, ad esempio, dopo una visita di divise dello stato. Anche costoro lasciano orfani, la loro morte passa sotto silenzio, erano soggette a stress e meritano rispetto.

C’inchiniamo, dolenti e grati, ai sanitari morti in servizio.

Vediamo, in questi infausti giorni, dove tutti siamo sotto stress, svariati rappresentanti delle forze dell’ordine, vuoi militari che civili, comportarsi violentemente, intimidire, malversare, ingannare, abusare del potere, anche verso donne. Notevoli le irruzioni nelle chiese, per sospendere le S. Messe. Vediamo ancora, mezzi sproporzionati, costosissimi, usati per tracciare un bagnante, solo, su di un arenile chilometrico. Questo dispiego di forze, vale anche per la delinquenza, lo spaccio, i clandestini ? Vediamo molti tutori dell’ordine, senza mascherina e senza guanti. Se sono della repubblica italiana, non dovrebbero sottostare alle stesse leggi ? Ricordo il Belli: “ io so’ io e voi nun siete un cazzo !” Sine studio et sine offensa.

Tutto questo, passato sotto silenzio dai media, politicamente corretti.

Forse solo fake news dei socials ? Però moltissime e varie.

Questo è quello che s’intende per protezione e salvaguardia del cittadino? Particolare, il cittadino paga gli stipendi per questo servizio.

Anticipo la giustificazione, per brevità: “ noi eseguiamo gli ordini”.

Bene! Nel ’38 si facevano osservare le leggi razziali. Eichmann, Hoess, i Kapòs, nei gulag, nei laogai, si obbedisce … e si obbediva agli ordini.

Il rispetto e la stima non si guadagnano per legge, ma con l’essere uomini, non divise.

Spresiano, 28.04.2020

Giorgio Vigni, consigliere LIFE Treviso

 

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