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Usa il contante e difendi anche l’ambiente

Il contante oltre che  difendere il potere d’acquisto della moneta altrimenti alla mercé delle banche difende anche l’ambiente

Col pagamento in contanti il rapporto tra chi vende e chi acquista un bene o un servizio si esaurisce a quel punto senza effetti collaterali.

Qualsiasi altro tipo di pagamento comporta l’intervento di un mediatore bancario, che garantisce il trasferimento del credito in modi diversi con i vari tipi di carte, assegni o bonifici bancari ma che nasconde insidiosi interessi.

Il denaro contante incassato viene speso in continuazione passando infinitamente di mano in mano fino al suo deterioramento fisico e libero da qualsiasi onere, mentre:

  • Le carte sono in materiale plastico, paradossalmente incentivate da un governo plastic free; facilmente deteriorabili  hanno una durata fisica limitata; sono soggette a smagnetizzazione che crea non pochi problemi agli utenti; sono gravate di un canone annuo o mensile; ogni operazione è soggetta ad una commissione dall’una o dall’altra parte; se collegate a conti correnti sono gravate di interessi e spese di gestione relative a questi e, dulcis in fundo, possono essere disattivate da postazioni remote;
  • L’assegno bancario, per legge non trasferibile, è valido per un solo passaggio e le banche, quella di emissione e quella di incasso, oltre che sulle spese fisse per ogni assegno emesso, lucrano anche sulla valuta a danno sia dell’emittente che del beneficiario dell’assegno;
  • Il bonifico bancario, come l’assegno, è utilizzato una sola volta, ha un costo variabile in funzione dei rapporti bancari intrattenuti e anche qui le banche lucrano sulla valuta.

Tutti sappiamo che 100 € in moneta contante possono essere trasferiti mille volte in un giorno mantenendo inalterato il loro valore.

Pensiamo, ora, agli stessi 100 € trasferiti mille volte in un giorno tramite 1000 assegni bancari che comportano: duemila operazioni bancarie (mille operazioni per l’incasso e mille operazioni per l’addebito); almeno mille cassieri coinvolti direttamente; duemila commissioni da applicare; migliaia di ricevute emesse alla cassa che, con gli estratti conto, formano montagne di carta chimica.

La cosa si ripete, in maniera diversa ma non meno incidente, anche per carte e bonifici.

In conclusione, il valore di 100 € trasferiti con le carte, con assegni e con bonifici, viene costantemente eroso e dopo un numero x di trasferimenti quel valore iniziale di 100 € è stato trasferito per intero nelle disponibilità delle banche.

Esempio banale: 5 € trasferiti 10 volte col POS, al costo attuale di 50 centesimi per ogni operazione a carico dei commercianti, sono gravati di 5 € di oneri e dopo le fatidiche 10 operazioni quei 5 € iniziali sono confluiti per intero, sottratti al mercato, nella piena disponibilità delle banche sotto forma di commissioni.

Ma il processo di espropriazione reale è molto più veloce dell’esempio riportato che non contempla spese generiche, commissioni varie, imposte di bollo … ecc. ecc..

Ragion per cui l’uso del contante difende il valore di acquisto della moneta nonché la salvaguardia dell’ambiente contro l’attacco indiscriminato di parassiti politici e lobbies bancarie adducendo il falso pretesto di combattere l’evasione IVA vedi https://www.life.it/1/la-bugia-truffa-dellevasione-iva/ e qualunque governo che adotti queste iniziative è manifestamente colluso con i poteri occulti. 

Daniele Quaglia

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