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Via dall’Italia

Via dall’Italia, se hai un sogno da realizzare.

Un ingegnere informatico, fino a quattro anni fa, lavorava in Italia per un’azienda del settore, con poca soddisfazione perché l’impegno e le capacità profusi non erano adeguatamente ricompensati; niente di strano quando la remunerazione rientra nei parametri dei contratti nazionali.

Abbastanza introverso, taciturno, nessuno mai avrebbe pensato che un giorno prendesse l’aereo per andare a lavorare fuori dall’Italia … in Olanda.

No ha avuto nessuna difficoltà di adattamento e ben presto si è adeguato anche all’uso della bicicletta, il più comune mezzo di trasporto in Olanda, tanto più ad Amsterdam.

Dopo 2 anni di lavoro ha acquistato l’appartamento dove abitava in affitto; ora, dopo 4 anni sta convogliando a nozze con una collega di lavoro che condivide la sua stessa storia e anche lei è proprietaria dell’appartamento in cui fino ad ora ha vissuto.

I due novelli sposi andranno ad abitare in una nuova, più grande casa, acquistata in comune, in previsione delle nozze.

I due singoli appartamenti, che nel frattempo hanno raddoppiato il loro valore, saranno affittati dando l’opportunità ai due, di una rendita extra.

Il tutto i quattro anni di lavoro fuori dall’Italia!

Sembra una favola?

Non lo è perché possiamo citare nomi, cognomi e situazioni.

E’ una bella realtà che ci sembra favola perché ci stiamo abituando alla tragedia di essere governati da perfetti idioti.

Daniele Quaglia

3 risposte a Via dall’Italia

  • giacomo tonon scrive:

    GIA’ BRAVI !!! MA NOALTRI VECI COME FONE A ADATARSE…… CHE’ SCOPO NE’ EO RESTA’ DEA VITA ???????????????

  • Gianpaolo scrive:

    Smettetela di consigliare i giovani che vadano all’estero, questa è pura stupidità…..scappano solo quelli che si arrendono, scappando fanno il gioco di chi vuole avere a che fare con i meno coraggiosi, i meno capaci, con quelli che con quattro salsicce si accontentano, con quelli che pensano poco quando vanno a votare, Quelli che invitano i giovani ad andarsene sono i professori, i medici attraverso il numero chiuso, i burocrati e tutti quelli che hanno paura della concorrenza cosi possono continuare a stare comodi, i politici che preferiscono quelli che dicono sempre si al loro capi, queste categorie non vogliono che qualcuno gli possa mettere a rischio le comode poltrone.
    Se i nostri giovani, specialmente i laureati , nostri figli, che la famiglia con tanti sacrifici, la società che spende circa di un milione a studente per prepararli a un cambio generazionale alle sfide del secondo millennio in un mondo in costante competizione, noi li consigliamo di andarsene!
    Li mandiamo a fare i brevetti all’estero. li prepariamo e poi li invitiamo a lavorare per altri che ci fanno concorrenza ? madonna quanto intelligenti siamo e anche bravi consiglieri siamo! qui chi rimane? chi migliorerà il sistema italiano?
    Tutte le generazioni giovani hanno dovuto sacrificarsi specialmente quando non c’era la democrazia quelle prima di noi, la nostra, una volta trovavano sempre i colpevoli, il nemico e inventavano le guerre, e conseguenti emigrazioni, cera la fame e si scappava per quello, in quei periodi non cera democrazia , oggi c’è la fame?, non esiste la democrazia ?, non si può protestare? e all’ora cosa manca?…..certo manca il coraggio e la fatica di fare.
    Forse abituati al troppo benessere i nostri giovani si arrendono e scappano, ascoltano i vostri consigli bene e allora perché lagnarci se quelli che rimangono e ci governano non sono all’altezza dei tempi che corriamo.
    Solo per concludere date un’occhiata ai curiculun dei Vostri leader politici, quanto hanno studiato? cosa hanno realizzato prima di sedersi nelle poltrone comode a 15.000 euro al mese, nella loro vita privata cosa hanno realizzato, perché loro non se ne sono andati?…………
    senza cattiveria solo riflessione amici.

    • daniele scrive:

      Questo Paese non merita i nostri figli, ma la colpa è anche dei loro padri che non hanno mai combattuto la protervia delle istituzioni, il malaffare, la corruzione ed il potere mafioso che le governa. E’ giusto lasciare ai nostri figli un Paese ostile, invivibile?
      Giovani, andatevene tutti! Avete il diritto di vivere in un Paese civile, di crearvi un futuro, di generare dei figli a cui offrire una qualità di vita che in questo disgraziato Paese non potrete mai avere.
      E se vorrete tornare, fatelo solo quando le ceneri di questo Paese avranno smesso di fumare.

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