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W Napolitano?

Il Sultano di Roma, Giorgio Napolitano I° ha speso nel 2010 per gestire la sua reggia del Quirinale ed affini , 227.000.000 di euro.

Sono tanti o sono pochi? Qualcuno si chiederà!

Per fare un paragone ci avvaleremo di dati tratti dal libro “La Casta”  di GianAntonio Stella, da “L’Italia dei privilegi” di Raffaele Costa, da “il Giornale” e da “Il Corriere della Sera”..

Sono un po’ datati, ma  pare che non abbiano subìto variazioni importanti soprattutto nei loro rapporti.

Nel 2006 in Europa si spendeva, nella gestione dei palazzi presidenziali , per:

Il Quirinale italiano, 217.000.000 di euro;

L’Eliseo francese, due volte di meno,  90.000.000 di euro accertati;

La Corona britannica, quattro volte di  meno,  56.800.000 di euro;

Il Bundestag tedesco, undici volte di meno, 19.400.000 di euro comprensivi di paga del cancelliere e spese di rappresentanza.

I relativi dipendenti erano:

Quirinale, 1072;

Eliseo francese, 535;

Corona britannica, 433;

Bundestag tedesco, 160.

Paradossalmente le due classifiche sono  inversamente proporzionali alla reale potenzialità economica di questi paesi: chi più spende e spande  è quello che proprio non se lo dovrebbe permettere.

Ma poco prima delle ferie estive 2011, un po’ per calmare i minacciosi venti anti Casta che si stanno alzando in tutto il Paese, un po’ per dare alla sua immagine quel tocco di riformatore che ci si auspicava  un presidente comunista  potesse dare al suo mandato, nel bel mezzo della canicola estiva arriva questo soffio di freschezza.

Il  sultano, pardòn, il Presidente della Repubblica italiana rinuncia all’aumento del suo stipendio ( che non rientra  nei 227.000.000) fino alla fine del suo mandato ed il Quirinale risparmierà nei tre anni, per non ben definiti tagli, 15.000.000 di euro, vale a dire 5 all’anno.

Li per li la notizia ci stava quasi per commuovere ma quando lo sconosciuto  cibernauta che si nasconde con pseudonimo “Spider Truman” e che si vanta di essere a conoscenza dei più reconditi segreti della Casta politica italiana, ha accusato il Presidente di rinunciare effettivamente a soli  68 euro al mese, il sentimento è cambiato.

Da commozione a curiosità e poi decisamente in rabbia.

La rabbia delle cifre sopra riportate.

Se è vero che il Quirinale quest’anno risparmia  5.000.000 di euro significa che, su una spesa di 230.000.000 di euro,  rappresentano il  2%, molto più simile al blocco dell’adeguamento degli stipendi  al costo della vita che non  a drastici tagli sulle spese e sugli stipendi.

Un risparmio proiettato sul futuro, non al reale presente dove, invece,  la santa legge del “diritto acquisito” è diventata virtualmente il primo articolo della Costituzione italiana  ed ha la stessa valenza del motto coniato dal criminale còrso Napoleone I° “Dio me l’ha data guai a chi la tocca” (corona, baby pensione, pensione d’oro, stipendi d’oro, privilegi  sultanici….).

Però nel mondo reale i lavoratori e gli imprenditori attualmente guadagnano molto meno di due anni fa, hanno subìto una riduzione drastica e reale dei loro guadagni: c’è meno lavoro, non si fanno più straordinari, la cassa integrazione non remunera lo stipendio intero, i fatturati sono calati del 20%, gli utili azzerati.

Il Bundestag tedesco spende un decimo ma non è 10 volte meno efficace e altrettante meno importante del Quirinale, anzi lo è 100 volte di più.

Con questo tipo di risparmio sui futuri privilegi, non si giungerà mai  ad una parità tra i costi italiani e quelli tedeschi che potrebbe avvenire solo sforbiciando con mano pesante i costi reali.

Una riduzione ipotetica del 5% annuo dei costi potrebbe portare ad una parità vera tra 200 anni, nel  2212.

Certamente a quella data nessuno di noi ci sarà, ma anche questa Italia non ci sarà perché, inghiottita dai suoi debiti se ne sarà andata molto prima di tutti noi.

I Popoli, sopravvivono agli Stati,  non viceversa!

DQ

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